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Intervista a Luca Argentero “Vi presento ‘Hotel Gagarin’, il film che realizza i vostri sogni”

E’ nelle sale cinematografiche “Hotel Gagarin”, il film di Simone Spada con protagonisti Luca Argentero, Barbora Bobulova, Giuseppe Battiston, Silvia D’Amico e Claudio Amendola. La commedia racconta di un gruppo di disgraziati che viene attirato in Armenia da un produttore, con la finta promessa e speranza di realizzare un film che non vedrà mai la luce del sole. Sedotti e abbandonati, i protagonisti sapranno farsi forza nella disgrazia e continueranno ad inseguire i propri sogni.
A presentare la pellicola, in esclusiva su La voce dello schermo, ci ha pensato Luca Argentero. L’attore, che nel film interpreta un operatore di ripresa amante delle droghe leggere, ha raccontato aneddoti dal set, gli aspetti che ha amato del suo personaggio e ripercorso alcune tappe importanti della sua carriera al fianco di grandi registi.

Partiamo da “Hotel Gagarin”. Presentaci un po’ il film.
“Hotel Gagarin” è la storia di un gruppo di precari della vita e dell’anima che vengono arruolati da un produttore truffaldino, che finge di volere realizzare un film per fregarsi un po’ di soldi. I protagonisti vengono spediti in Armenia e abbandonati una volta fregati i soldi. Scopriranno che, attraverso la macchina meravigliosa del cinema, si possono realizzare i sogni.

Cosa ti è piaciuto del personaggio di Sergio?
Mi è piaciuta l’idea che mi offrissero l’opportunità di cambiarmi un po’. Interpreto un indolente amante delle droghe leggere, con i capelli lunghi, e che si fa le canne tutto il giorno. E’ una versione un po’ inedita di me.

Hai qualche aneddoto da raccontarci?
Di per sé il film è un aneddoto interessante. Siamo arrivati fino in Armenia per girarlo e ci siamo stati a gennaio e a febbraio, con temperature siberiane. E’ stata un’avventura nell’avventura.

Il film parla di sogni e di ciò che è importante nella vita e ciò che non lo è. Cosa è importante per te?
Il sogno è qualcosa di estremamente importante per me. Ovviamente il sogno inteso come aspirazione, come obiettivi e come aver voglia di cambiare le cose che non ti piacciono della tua vita, cercando di non smettere mai di sperare in qualcosa di meglio.

Tu hai lavorato con grandissimi registi come Ozpetek, Michele Placido, Marco Risi e tantissimi altri. Quali di loro ti hanno colpito di più e perché?
Ognuno di loro mi ha colpito per motivi diversi. Ogni esperienza per me è stata estremamente importante e formativa. Sono registi e persone molto diverse tra di loro. Hanno tutti le loro peculiarità e per me sono stati tutti dei maestri.

Tu e Claudio Amendola siete ormai inseparabili sul set. Come descriveresti il vostro rapporto professionale?
E’ un’amicizia che va aldilà del rapporto professionale. E’ difficile incontrare, in questo ambiente, persone con cui vai d’accordo a prescindere dal lavoro che stai facendo. Con Claudio siamo sempre andati d’accordo.

Questo portale si chiama “La voce dello schermo”. Cosa significa per te ascoltare la voce dello schermo?
Ascoltare la voce dello schermo significa dimenticarsi, per un paio d’ore, delle voci che sono fuori dallo schermo e sognare. Stare seduto in sala è un modo per spegnere i rumori della vita e concentrarsi sui suoni di un sogno.

 

Di Francesco Sciortino

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