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Intervista ad Esther Elisha: “‘Tutto può succedere’ esperienza bellissima. Sogno un ruolo alla Barbra Streisand” L'attrice, che nella serie interpreta Feven, si confessa su "La voce dello schermo".

*Fotografia di Alessandro Pizzi

“Tutto può succedere” è in onda il lunedì, su Rai Uno, con la sua terza stagione. La voce dello schermo ha intervistato Esther Elisha, che nella fiction interpreta Feven. L’attrice ha anticipato sommariamente cosa vedremo nei prossimi episodi della serie, gli aspetti che ha amato di più del suo personaggio, ha rivelato di essere una grandissima appassionata di arte contemporanea e di sognare un ruolo alla Barbra Streisand.

Salve Esther, benvenuta a “La voce dello schermo”. Partiamo da “Tutto può succedere 3”. Cosa vedremo durante i nuovi episodi e puoi anticiparci qualcosa riguardo le novità legate al tuo personaggio?
Mi trovo nel mezzo di una vita coniugale avviata. Carlo e Feven dovranno trovare ancora degli equilibri, soprattutto per quanto riguarda l’educazione di Robel. Ovviamente troviamo differenze sostanziali di visioni tra i Ferraro e la famiglia di Feven.

Quali sono gli aspetti che hai amato di più di questa serie e del tuo personaggio?
Di Feven ho amato tanto la capacità di gestire contemporaneamente tante situazioni, come la famiglia e la carriera. Si mette in gioco, fa dei tentativi, torna indietro sui suoi passi. Ha commesso degli errori, ma ha cercato di rimediare.

“Tutto può succedere” è un remake di “Parenthood”, cosa pensi dei remake?
Sinceramente, da telespettatrice preferisco sempre il prodotto originale. Tuttavia, da attrice sono molto contenta di avere avuto l’opportunità di far parte di questa serie. Per me è stata una bellissima esperienza. Se ci pensi bene è come una rappresentazione teatrale, che viene messa in scena tante volte con attori e con uno staff diverso.

Pensi ci sia la possibilità di una nuova stagione?
Il materiale a disposizione di quella che era la serie originale è terminato, quindi penso sia difficile un rinnovo della serie.

Quali sono le esperienze in tv e al cinema a cui sei più legata e perché?
Sicuramente “Là Bas – Educazione Criminale”, di Guido Lombardi, è un film in cui mi riconosco sotto tanti punti di vista e la vittoria al Festival di Venezia, come migliore opera prima, è stata un’emozione grandissima. E’ molto gratificante quando i tuoi sforzi vengono riconosciuti. E’ stato bello lavorare nuovamente con Lombardi in “Take Five”. Poi collaboro da anni con gli artisti di arte contemporanea, recentemente siamo stati alla biennale di arte a Mosca, in Russia. E’ un mondo che amo tantissimo e a cui tengo particolarmente.

Il teatro è un mondo che ti sta molto a cuore. Cosa significa per te recitare in teatro?
Il live è bellissimo, mi piace un sacco il rapporto con il pubblico e avere l’opportunità di far crescere il personaggio. A fine repliche senti davvero di aver fatto parte di un percorso e ogni sera hai la possibilità di fare meglio. Amo molto l’attenzione che c’è attorno a questo mondo.

Potendo scegliere un ruolo di un tuo film preferito, quale sceglieresti?
Opto per un classico e direi senza dubbio Katie Morosky di “Come eravamo”, interpretato da Barbra Streisand. Perché è una donna che crede molto nei suoi ideali, appassionata, romantica e una combattente.

Questo portale si chiama “La voce dello schermo”. Cosa significa per te ascoltare la voce dello schermo?
Entrare in una storia, in un mondo e soprattutto sentirsi uniti. L’aspetto che mi piace di più del cinema è il farci sentire molto più vicini e uniti globalmente. Nei Festival di cinema arrivano film da ogni parte del mondo ed è un’occasione per accorgerci di quello che ci unisce piuttosto che di quello che ci divide. Questo è un aspetto davvero meraviglioso.

Di Francesco Sciortino

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