Intervista a Costantino Seghi: “’Eppure Cadiamo Felici’ è un messaggio di speranza per i giovani poco accettati” L'attore, lanciato da “L'ombra del giorno” di Giuseppe Piccioni, parla del personaggio di Lo e degli aspetti più interessanti della nuova serie di RaiPlay.

Dal 6 ottobre è su RaiPlayEppure Cadiamo Felici”, serie teen in otto episodi, ispirata al romanzo di Enrico Galiano e diretta dal regista Matteo Oleotto. Nel cast troviamo Giorgia Wurth, Matteo Branciamore e i giovani Gaja Masciale e Costantino Seghi.
Abbiamo intervistato, per parlare della serie e di altri progetti, proprio Costantino, che ci ha raccontato gli aspetti che ha amato del personaggio di Lo e le sfaccettature sull’adolescenza che “Eppure Cadiamo Felici” esplora. A voi la chiacchierata a un giovane ma interessante attore che è già stato apprezzato al fianco di attori come Riccardo Scamarcio, Benedetta Porcaroli, Lino Musella ne “L’ombra del giorno” e che presto vedremo in un nuovo, ma ancora top secret, progetto su Rai Uno…

Salve Costantino. Benvenuto su “La voce dello schermo”. Partiamo da “Eppure Cadiamo Felici”, quali sono gli aspetti che ti hanno colpito maggiormente di questa esperienza?

Salve a tutti. Grazie. Per me è stata la mia prima serie tv, quindi ho dovuto confrontarmi con un linguaggio nuovo rispetto alle mie precedenti esperienze. È stata una bella novità, anche per i tempi e i modi in cui viene raccontato il mio personaggio. Ho avuto per la prima volta la possibilità di interpretare, in un tempo così lungo, un adolescente dei nostri tempi. Avevo sempre recitato con attori più grandi ed è stato interessante potermi confrontare anche con miei coetanei.

Riguardo il tuo personaggio, quali corde ti ha permesso di toccare dal punto di vista artistico?

Mi ha messo alla prova il fatto che Lo è un personaggio molto emotivo e mi ha toccato da questo punto di vista. È molto fragile, ha degli scossoni molto forti durante il proseguo la serie. È stata una bella sfida a livello emozionale.

Dal punto di vista di un attore è importante esplorare le diversità che riguardano il personaggio che interpreta. Quanto si discosta da te Lo?

Si discosta tantissimo ed è stato molto stimolante anche per questo motivo. Ci sono molteplici aspetti che ti fanno amare il mestiere da attore e che ti mettono alla prova, come il fare cose che non faremmo mai o parlare in un modo molto differente dal proprio.

La serie racconta il periodo adolescenziale. Secondo te quali aspetti mette in risalto dell’adolescenza dei nostri giorni?

Vedendolo dall’esterno, non ritenendomi più adolescente, lancia il messaggio che da qualche parte c’è qualcuno che parla il tuo stesso linguaggio e che può comprendere ciò che provi in determinate circostanze. È una speranza per chi si sente poco accettato, diverso, solo e lo sprona a cercare qualcuno che può comprenderlo fino in fondo.

Ricordi qualche aneddoto particolare dal set?

Mi ha fatto molto ridere la prima scena che abbiamo girato. Ancora io e Gaja non ci conoscevamo e abbiamo dovuto girare una scena in cui facevamo l’amore. Abbiamo iniziato l’avventura in questo modo.

È prevista una seconda stagione?

Dipende da come andrà la serie, ma al momento non si sa molto a riguardo.

Un’altra esperienza che ti riguarda è stata “L’ombra del giorno”. Cosa ti ha lasciato questo set?

È stato il mio primo set con attori incredibili come Riccardo Scamarcio, Lino Musella, Benedetta Porcaroli, Vincenzo Nemolato. È stata un’esperienza pazzesca, che mi ha lasciato e insegnato tantissimo. Lo ricordo come uno dei periodi più belli della mia vita.

Cosa significa approdare da giovane all’interno di un set del genere?

Significa doversi adeguare subito al ritmo e alla qualità degli attori che sono in quel set e cercare di stare al loro passo. È stata una vera e propria masterclass della recitazione.

Hai degli attori di riferimento?

Nessuno in particolare, amo chiunque abbia la voglia di raccontare davvero una storia.

Se potessi, invece, rubare un ruolo a un tuo collega quale sceglieresti?

Anche se sicuramente è fuori età, mi sarebbe piaciuto interpretare Jep Gambardella ne “La Grande Bellezza” di Sorrentino.

Altre tue passioni sono la poesia e il piano. Cosa rappresentano per te questi due mondi?

Queste passioni le ho sviluppate durante la quarantena. Rappresentano per me un momento di svago, di evasione, di creatività che mi permettono di esprimere aspetti che magari non posso esprimere recitando.

Dove ti vedremo prossimamente?

Prossimamente sarò su Rai Uno ma non posso ancora dire nulla riguardo questo progetto.

Questo portale si intitola “La voce dello schermo”. Cosa significa per te ascoltare la voce dello schermo?

Rappresenta la voglia di creare a mia volta una voce dello schermo.

 

Di Francesco Sciortino

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