Intervista a Giulia Fiume di Don Matteo: “Che onore i complimenti di Terence Hill. La mia Sicilia come una persona”.

La voce dello schermo ha intervistato Giulia Fiume, protagonista dell’undicesima stagione di “Don Matteo”, che si è appena conclusa. La bella catanese ha raccontato, in esclusiva, l’esperienza al fianco di Terence Hill, ripercorso i momenti di “Sotto Copertura”, nei panni di Laura Riccio, e svelato retroscena inediti della sua carriera, come di quella volta in cui recitò in latex con la frusta davanti a Giallini e Bisio.

Salve Giulia, benvenuta a “La voce dello schermo”. Si è appena concluso “Don Matteo”. Perché secondo te è ancora amato dopo tanto tempo?
Per prima cosa, vista la longevità di questa serie, mi sono chiesta anch’io come mai fosse così amata da così tanto tempo e ho interrogato il pubblico. Ho chiesto agli amici e alle zie che mi seguono e mi hanno risposto che li rassicura, li fa stare bene, li rilassa e non li fa andare a letto con gli incubi. Credo che sia questo l’aspetto principale.

Vuoi fare un bilancio di questa esperienza?
Il bilancio è molto positivo, più di quanto mi aspettassi. Sapevo che i tempi produttivi di “Don Matteo” erano particolarmente stretti, perché 26 episodi da girare in 9 mesi sono davvero tantissimi. E’ una grandissima mole di lavoro ed avevo a disposizione poche chances da sbagliare. In alcune occasioni temevo di non interpretare al meglio la parte, invece alla fine mi sono sentita particolarmente soddisfatta del lavoro.

Com’è stato lavorare al fianco di un mostro sacro come Terence Hill?
L’aspetto che più mi ha colpito, e che già immaginavo, è che i mostri sacri non hanno bisogno di mostrarsi. Terence è stata la persona più accogliente e normale con cui abbia avuto modo di confrontarmi. E’ stato molto gratificante essere conosciuta da lui e ricevere tanti apprezzamenti. E’ stato molto rincuorante ed una grandissima soddisfazione ricevere complimenti da lui.

Ci sarà una nuova stagione? Se si farà, ci sarai?
Ho sentito che c’è la volontà di fare una nuova stagione. Al momento non so, anche perché passerà un anno prima che si parli di una stagione successiva. Per cui avrete e avremo tanto da aspettare.

Altra fiction di casa Rai a cui sei legata è “Sotto Copertura”. Cosa porti nel cuore del personaggio di Laura Riccio?
Uno dei ricordi più belli di “Sotto Copertura” è la telefonata che ho fatto a mio padre. Quando lo chiamai, inizialmente si preoccupò sentendomi piangere dalla gioia. In quel momento ho coronato un sogno. Quell’esperienza non avrà pari per il semplice fatto che è stata la prima e porto nel cuore tutto del personaggio di Laura.

Ci sono novità riguardo la terza stagione di Sotto Copertura? Ne farai parte?
So che è in progetto un qualcosa di attinente. Non so se un sequel o una terza stagione. La volontà c’è, ma se non si trova il nuovo nemico è difficile dirlo. Anche se sono convinta che qualcosa verrà fuori.

Tu sei siciliana. Com’è stato per te lasciare la Sicilia?
Lasciare la Sicilia è stato un dispiacere che ho elaborato negli anni. All’inizio non mi mancava. Per me, inizialmente era tanta la voglia di fuggire. Mi mancava molto il mare. Dopo ho cominciato a sentirne il bisogno, perché la Sicilia è come il canto delle Sirene per Ulisse, ti chiama ed hai bisogno di tornare da lei. Ci torno ovviamente, ho la mia famiglia lì e lo faccio con gioia sempre, anche se a volte la vedo molto spenta. L’ultima volta che sono tornata l’ho trovata, invece, particolarmente viva. E’ strano personificare una terra. Eppure è così. Vedo la mia terra come se fosse un essere umano, quindi, quando la vedi un po’ triste, perché abbindolata da politiche sbagliate e gente sbagliata ti chiedi cosa stia succedendo e purtroppo ti senti impotente.

Al cinema ti abbiamo vista invece in “Confusi e Felici” e “Suburra”. Cosa ricordi con maggiore piacere di queste due esperienze? Hai qualche aneddoto da raccontare?
Di Dragomira in “Confusi e Felici” porto con me il latex e la frusta davanti a Bisio e Giallini come debutto e la mia ansia da figura di merda. Anche perché interpretare un ruolo del genere, vestita in quel modo, davanti a due colossi del cinema italiano fa uno strano effetto. Però è stata una bellissima esperienza, molto divertente ed ero circondata da amici, essendo stata anche assistente alla regia.
Di “Suburra” avevo sostenuto il provino per la parte avuta poi da Giulia Gorietti, che tra l’altro quando ho visto il film al cinema ho trovato molto tosta. Mi ha colpito il fatto che, quando pensavo di averci rinunciato, mi hanno affidato un’altra parte, perché i provini erano andati così bene che ricevetti una specie di premio di consolazione dal regista, Stefano Sollima, che mi affidò questo piccolo ruolo.

Tra l’altro Stefano Sollima è un regista molto considerato anche fuori dall’Italia, dal momento che sta girando “Sicario – Day of the Soldado”…
Sì, è uno di quelli che sta avendo successo anche all’estero. Speriamo anche che sia un bene per noi italiani, perché spesso, quando entrano in gioco produzioni straniere, si scelgono sempre attori stranieri anche se, in fin dei conti, Stefano si circonda comunque di attori italiani.

Secondo te, qual è uno dei punti deboli della recitazione italiana?
Penso che la formazione sia sempre meno considerata, per cui c’è sempre molta approssimazione nei confronti dello studio e al modo di approcciarsi verso questo mestiere. E’ un lavoro che richiede uno studio costante e così dovrebbe essere considerato.

Dove ti vedremo prossimamente? Hai qualche progetto da presentare?
In questo momento sono in una fase di attesa e per il momento è tutto un grande punto interrogativo. Sono al teatro, dove tra l’altro dovrò mettere una canotta, sono pelata e incinta, per cui non vedo l’ora di vedermi! Si chiama “Generazione XX” di Antongiulio Calenda e debutta prossimamente al Quirinetta di Roma.

Questo portale si chiama “La voce dello schermo”. Cosa significa per te sapere ascoltare la voce dello schermo?
Mi sembra una buona metafora che rappresenta la vocazione. E’ qualcosa che ti chiama a sé perché più forte. E’ una sorta di fuoco sacro. E’ un’arte che ti sceglie e la dimostrazione te la danno le conferme lavorative effettive.

Com’è Giulia Fiume nella vita reale e che rapporto ha con i propri fan?
Io cerco di stare dietro al pubblico e cerco di rispondere a tutti i complimenti. Non li chiamerei nemmeno fan, piuttosto sono sostenitori. E’ bello ricevere l’affetto del pubblico. Le persone si predispongono verso te in una maniera profonda, ti dicono cose molto carine e ti vogliono bene. Ormai è tutto mediato dai social e diventa quasi una consuetudine avere a che fare con la gente. Anche se chiaramente bisogna fare attenzione a chi spesso esagera.

Di Francesco Sciortino

 

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