Intervista a Simone Belli: “Curo il Make-up di Keira Knightley e Laetitia Casta. Ecco i trucchi dell’estate” Il celebre Make-up artist consiglia le donne sulle tendenze dell’estate e racconta cosa significa lavorare al fianco di grandissime star del cinema italiano e straniero.

La voce dello schermo dedica uno speciale alle donne che amano il make-up. Abbiamo intervistato, infatti, Simone Belli, celebre make-up artist e da tre anni a “Detto Fatto”. Simone ha raccontato cosa significa avere la responsabilità di curare il look a star come Monica Bellucci, Keira Knightley, Laetitia Casta, Giulia Michelini, Emma Marrone, Valentina Lodovini, Miriam Leone e tantissime altre dive dei nostri giorni. Ma non è finita qui. Siete curiose di scoprire quali saranno le tendenze dell’estate, i colori più usati, come curare al meglio il look durante questi mesi di caldo? Simone Belli ha anche dato preziosi consigli sul make-up perfetto da utilizzare durante i mesi estivi.

Ciao Simone, benvenuto su “La voce dello schermo”. Di recente ti abbiamo visto in “Detto Fatto”. Quali sono gli aspetti che hai apprezzato di questa esperienza?

Questo è il terzo anno che faccio parte di “Detto Fatto”, ma non è la mia prima in tv. Sicuramente questo programma mi ha creato come personaggio e mi ha avvicinato tantissimo al pubblico. Io lavoro nella moda e nello spettacolo e spesso chi fa il mio lavoro è famoso tra gli addetti ai lavori ma non al pubblico a casa. Prima di questa esperienza ho fatto parte di un programma su FoxLife, diversi speciali sulla Rai e altri programmi. La tv mi diverte ed è un mezzo che mi piace. Non ho alcun timore della telecamera perché grazie al linguaggio riesco ad essere me stesso a 360 gradi. All’inizio, la mia esperienza a “Detto Fatto” è stata un po’ difficoltosa, perché mi sono trovato in un mondo nuovo con delle regole a cui fare riferimento. Non mi confrontavo più con gente che capiva gli aspetti tecnici, ma con la gente comune che si voleva avvicinare a quel mondo. Le mie difficoltà consistevano nel dover contemporaneamente parlare, dire cose divertenti, essere bravo a truccare l’ospite e a non sbagliare il trucco. Poi ho cominciato ad entrare nei meccanismi a pieno regime. I primi due anni sono stati molto intensi e avevo un legame fortissimo con Caterina Balivo. Nonostante “Detto Fatto” venisse registrato, era una situazione simile alla diretta, perché non potevo rifare il trucco se non veniva bene e doveva riuscire sin dal primo tentativo.

Dal secondo anno in poi cos’è cambiato?

Dal secondo anno tutto è diventato sempre più particolare. Ho creato un contest, mi è stato aumentato il tempo che avevo a disposizione a puntata e ho dato la possibilità di farsi conoscere ai giovani che volevano fare questo lavoro. All’interno di questo contest, infatti, i truccatori gareggiavano tra loro e chi vinceva aveva l’opportunità di venire con me su un set. Per loro era un sogno che si realizzava e sono stato felice di avere coinvolto tutte queste persone. Inoltre l’elemento determinante di quelle puntate era lo scrigno magico e la gente aspettava con ansia il momento dell’apertura per scoprire quale accessorio strano tirassi fuori. C’era da parte mia una ricerca mirata nel fare scoprire cose che ancora non erano arrivate in Italia e tutto quello che usciva dallo scrigno suscitava grande curiosità e un impatto mediatico importante. “Detto Fatto” mi ha dato la possibilità di farmi conoscere in tutta Italia e non solo e ho ricevuto un grande affetto da parte della gente, anche quando cammino per strada, e ciò mi riempie il cuore di gioia. Ho sempre risposto a tutti dal mio account di Instagram.

Quali sono le regole principali per un buon make-up?

 

Sicuramente il make-up non deve mai diventare eccessivamente protagonista. Troppe volte ci si concentra troppo sul mettere bene l’ombretto e fare bene la bocca, poi guardi le donne e vedi quasi delle maschere o degli artefatti e non deve verificarsi perché non bisogna mai perdere tutta quella naturalezza che è della donna stessa. Non bisogna mai eccedere e creare un nuovo personaggio su quella donna, ma rispettare quello che è lei, la sua vita, il suo vissuto, perché il volto ci racconta una serie di cose. Per me il difetto non va coperto, ma è caratterizzante. Io amo quelle donne che hanno dei caratteri particolari: un naso importante o uno zigomo o una mascella di un certo tipo, perché sono elementi che le rendono uniche. Non è vero che dobbiamo per forza eliminare i difetti, ma spesso dobbiamo imparare a convivere con loro. Il trucco è uno strumento che ti permette di armonizzarli, mantenendo il difetto ma armonizzandolo lo si rende quasi protagonista di te stesso. Diventa quasi una nota intonata all’interno di una sinfonia. L’importante è mantenere l’eleganza e la freschezza. Non mi piace tutto ciò che è artefatto, troppo finto e costruito. È fondamentale l’ascolto di una donna, che avviene in due modi: con gli occhi e a livello verbale. Poi c’è una terza forma di ascolto che io fortunatamente possiedo che è la sensibilità, tramite la quale si riesce a capire la donna che si ha davanti, ma è una forma più evoluta.

È cominciata ufficialmente l’estate. A quali tendenze assisteremo quest’anno?

Credo che le tendenze riguardino più altri fronti. Dal momento che il trucco deve soprattutto abbellire, può sì seguire una tendenza, ma non è detto che quel colore stia bene su un determinato viso. L’ideale in estate è togliere, un po’ come facciamo con i vestiti. Nel viso avviene la stessa cosa: si spoglia del fondotinta, che viene messo da parte, e prendono il sopravvento gel e altri prodotti. Io ad esempio ho creato una crema che si chiama “secret cream” che si usa per eliminare il rossore dell’abbronzatura, proteggere, idratare e togliere le discromie della pelle ma mantenendo l’effetto nudo. Si ha una pelle struccata ma bella e perfetta. In estate sono molto belle le labbra colorate. C’è una doppia tendenza: da un lato le labbra glossy e dall’altra quella del mat, rivisitate nelle nuove forme più liquide e più facili da indossare. Io consiglio di evitare tutto ciò che è glossato a chi ha la bocca segnata da rughette. La tendenza va anche adattata all’età e altri fattori. Il mat è quello più indossabile.

Ci sono degli accorgimenti che ti sentiresti di consigliare sotto l’ombrellone?

D’estate consiglio a tutte le donne: una bella pelle ambrata, non troppa abbronzatura, protezione 50 e più, mascara waterproof sulle ciglia, anche blu. Ad esempio d’estate è molto bello da vedere il mascara blu scuro o un vinaccia scuro. Sono stupendi per le serate in spiaggia o al mare le labbra rosse o, per chi ama gli occhi, dei kajal. Il kajal riveste l’occhio di mistero, di magnetismo e di intensità rimanendo un po’ bagnato, un po’ sporco e un po’ sfatto e accompagna quella sensazione che appartiene all’estate. In estate non si può andare in giro con un viso pieno di fondotinta e con la sfumatura perfetta negli occhi perché è un po’ controcorrente e contro periodo. La cosa da evitare è di non curare la pelle abbronzandola ma tenendola ossidata. Spesso si tende a non idratare perfettamente la pelle, avendo un’abbronzatura blu ottenuta non passando gli scrub. Una donna è bella con una pelle abbronzata ma ossidata. L’idratazione è la base di tutto. Esistono dei prodotti naturali che hanno dei pigmenti che miscelati con una crema di idratazione sostituiscono il fondotinta e permettono di avere una pelle perfetta. Il fondotinta va tolto perché la pelle più si abbronza e più diventa spessa. Usando il fondotinta la pelle tende a diventare grigia.

Quali sono i colori più trend per l’estate?

C’è stato un po’ il ritorno sugli occhi dell’azzurro, del viola e di altri colori vivi. Tuttavia non sono adatti a tutti. Io consiglio di giocare sul colore più sulle labbra. Perché con l’abbronzatura si possono usare dei colori aranciati, fucsia e colori più intensi che ti permettono di osare di più. Mentre l’azzurro sugli occhi va meglio se si ha vent’anni, altrimenti tende ad invecchiare. In estate è importante giocare con gli illuminanti immischiati con le creme per avere un effetto un po’ gold, un po’ bronzo, un po’ liquirizia e un po’ cioccolato. La bocca diventa protagonista con un colore estremo e le ciglia devono essere truccate. Tutto il resto si può tralasciare, ma le ciglia devono essere truccate perché è la parte che dà intensità e profondità allo sguardo. No alla cipria eccessivamente polverosa e no alle polveri troppo satinate e brillanti se non si ha la pelle perfetta.

E per quanto riguarda il contouring?

Sono le correzioni che si fanno su un volto per modellarlo. Io sono contro il contouring “instagrammatico”, fatto dalle influencer e dalle youtuber. Lo trovo molto eccessivo. Il contouring è bello quando è naturale, fatto con dei prodotti in crema, che accarezzano lo zigomo e l’ovale e vanno a ricreare tridimensionalità al volto. Ma non devono creare un’eccessiva percezione dell’ombra e della luce, perché altrimenti diventa finto e un po’ dark queen. In estate si crea quasi una sorta di contouring naturale, perché il sole ha questo potere poiché l’abbronzatura è più scura nelle parti più preminenti. Naso, zigomi e fronte sono le prime parti che si abbronzano e, di conseguenza, le parti più esposte diventano più scure. Il contouring d’estate è finto ed eccessivo. Io non lo amo tanto. Sono d’accordo che il viso debba essere accarezzato da luci e ombre ma come se fossero naturali. Io sono contro ogni tipo di alterazione eccessiva come lo scavare troppo il viso o mettere troppa luce sulle tempie.

Tu hai curato il make-up di tantissimi personaggi famosi. Come ci si sente ad avere un simile incarico?

Per me oggi molte di loro sono le mie più care amiche. Truccare attrici italiane o internazionali di questo spessore penso sia una grandissima responsabilità e attraverso il mio lavoro espongo e rappresento la loro immagine. L’aspetto più difficile è di entrare in empatia con loro. Anche quando non vado io personalmente a truccarle e mando qualcuno del mio team mi faccio mandare la foto e voglio guardare il lavoro che è stato fatto. Sono molto attento e cerco di dare assistenza totale anche quando non ci sono. Oltre alle responsabilità c’è sempre l’aspetto meraviglioso che consiste nell’entrare a far parte della loro vita e di interpretarla. Ho un rapporto bellissimo con Laetitia Casta, l’ho seguita due mesi fa per tre giorni ed è una donna meravigliosa. Quando entri in empatia con la donna che hai davanti lei si fida e se c’è fiducia c’è uno scambio tale per cui il gioco delle parti è meraviglioso. Quando trucco un’attrice è come se andassi in scena con loro. Le prove più difficili sono quando sfilano su un red carpet, vanno in televisione o a San Remo. Le luci dell’Ariston creano qualche difficoltà in più a noi truccatori ed è sempre molto impegnativo prevedere tutto. Amo questo lavoro anche per le paure, le emozioni e l’ansia che riesce a trasmettermi.

Quali sono le attrici che ti hanno impressionato di più?

Sicuramente, per quanto riguarda le internazionali, dico Keira Knightley, che ho amato perdutamente. È bellissimo lavorare con Laetitia Casta ed Ed Helen Mirren. C’è stata un’empatia pazzesca fin da subito e immediatamente mi sembrava di truccare delle amiche. Tra le italiane le amo un po’ tutte quindi o le cito tutte o mi scannano (ride ndr.). Ho un rapporto bellissimo con tutte. Ho un rapporto meraviglioso con Emma Marrone, Valentina Lodovini, Miriam Leone, Giulia Michelini, Alessandra Mastronardi e Matilde Gioli. Mi ritengo davvero fortunato perché io amo loro quanto loro amano me e sono anche geloso di loro, come viceversa lo sono loro di me. Non riesco a lavorare con un’attrice se il rapporto si basa solo sul lavoro. Io mi devo divertire, mi devo sentire amato, devo trovarmi bene e si devono fidare di me perché loro sanno che io ho una grande responsabilità nei loro confronti e capiscono che qualunque cosa gli verrà fatta sulla loro faccia la faccio perché ha un senso e c’è una ricerca.

Puoi raccontarci qualche aneddoto?

Molti aneddoti divertenti sono legati a Giulia Michelini, che è la più pazza che io seguo. È stupenda! L’altro giorno siamo andati insieme a fare una maschera per il viso. Lei si è tenuta la maschera mentre andava a casa in motorino, sembrava una mummia! Ha un’energia pazzesca. Un’altra che mi fa divertire tantissimo è Sabrina Impacciatore. Con lei succede di tutto. Ricordo quando presentò un primo maggio, vestita con abito ottocentesco, citofonò alle suore per chiedere se avevano una spilla da balia. Appena aprirono ovviamente scoppiarono a ridere. Sabrina mi regala sempre tante emozioni e passare del tempo con lei è un film continuo. Pensate che una volta l’ho truccata mentre era svenuta! Poi ci sono situazioni difficili da raccontare e situazioni che non posso rivelare. L’aspetto bello del mio lavoro è che succede sempre di tutto, ma spesso sono cose che non si possono raccontare.

Che spettatore è Simone Belli? Cosa guardi in tv e al cinema?

Io guardo tutto quello che può farmi piangere ed emozionare. Mi piace piangere alla fine di un film. Amo le storie d’amore e se finiscono male è ancora meglio. Il lieto fine mi diverte, ma sono più attratto dalle cose che hanno una fine tragica, perché mi fanno piangere. Sono molto legato ai cartoni animati come “Lady Oscar” e “Candy Candy”. Mi piaceva l’horror e il giallo come i lavori di Dario Argento. Le serie tv un po’ mi spaventano perché se mi appassiono a una serie tv passo tutta la notte a vederla. Ho seguito “Pretty Little Liars” e una volta iniziata non riuscivo più a fermarmi. Sono uno spettatore che ama quei prodotti che ti tengono con il fiato sospeso, che ti fanno poi riflettere, con una serie d’emozioni che si mischiano. Le commediole mi fanno un po’ rabbia.

Questo portale si chiama “La voce dello schermo”. Cosa significa per te ascoltare la voce dello schermo?

La voce dello schermo è come connettersi col mondo. Lo schermo racconta cose che altrimenti non potremmo sapere, però bisogna saperle ascoltare e sapersi connettere. È una vera e propria connessione con tutto quello che c’è lì dentro e che può accrescerti, distrarti, incuriosirti ed è una grande apertura verso il mondo con le giuste dosi.

 

Di Francesco Sciortino

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