Intervista a Sabrina Martina: “Dopo Aldo, Giovanni e Giacomo vorrei un ruolo d’azione” L’attrice, tra i protagonisti dell’apprezzatissimo “Odio l’estate”, si racconta su La voce dello schermo.

La voce dello schermo” ha intervistato la giovane rivelazione Sabrina Martina, gestita da Sara Martinelli dell’agenzia Studio Emme e in queste settimane nelle sale con il film di Aldo, Giovanni e GiacomoOdio l’estate”. L’attrice, che nella pellicola interpreta Alessia, la figlia di Giovanni, ha raccontato cosa ha significato per lei lavorare al fianco dell’amatissimo trio, ha ricordato i ruoli complessi e importanti nei prodotti televisivi “Il silenzio dell’acqua” e “La strada di casa” e ha, infine, svelato il suo desiderio di cimentarsi nel genere action.

Salve Sabrina, benvenuta su “La voce dello schermo”. Cominciamo da “Odio l’estate”, film nelle sale che segna il ritorno in grande stile di Aldo, Giovanni e Giacomo. Cosa ti è piaciuto di questa esperienza e dell’interpretare Alessia?

Buongiorno. Lavorare sul set di “Odio l’estate” è stata per me un’esperienza del tutto nuova perché la maggior parte dei miei lavori hanno sempre avuto un’atmosfera di base malinconica, triste e talvolta anche drammatica. Girare questo film mi ha permesso di mettermi alla prova in un nuovo genere e mi è servito per capire che anche la commedia fa decisamente parte di me. Anche Alessia era un personaggio diverso dalla maggior parte di quelli da me già interpretati e si è rivelata una felice sorpresa: è stato davvero rilassante e divertente essere Alessia per il breve periodo di riprese e ringrazio sempre il regista, Massimo Venier, per avermi permesso di interpretarla.

Che atmosfera si respirava sul set? Hai qualche aneddoto divertente che vorresti condividere con i nostri lettori?

In tutta sincerità, “Odio l’estate” è stata l’esperienza più divertente che abbia mai vissuto su un set. L’atmosfera era allegra e spensierata ma, allo stesso tempo, mi trovavo circondata da un team di professionisti molto concentrato a svolgere il proprio lavoro. Citare qualche aneddoto in particolare è molto difficile, perché ce ne sarebbero davvero molti. Battute, scherzi sul set, canzoni degli anni ’60 intonate tra un’attesa e l’altra. Si era creata una vera e propria atmosfera d’estate, così come dovrebbe essere.

In tv invece hai fatto parte, di recente, de “Il silenzio dell’acqua”. Cosa porti nel cuore di questo ruolo televisivo?

Ne “Il Silenzio dell’acqua” ho interpretato il ruolo di Grazia. È stato uno dei lavori che più mi ha colpito: Grazia era una ragazza bipolare e inconsapevole di esserlo, un’adolescente estremamente fragile circondata da una famiglia con un nucleo completamente distrutto e da un ragazzo che la tradiva. L’unico modo che ha trovato per sfuggire a tutto il dolore è stato ovviamente il peggiore di tutti: prendersela con Laura, la sua migliore amica. È stato un ruolo difficile, ma interessante come davvero pochi altri. Anche in questo caso ringrazio il regista Pier Belloni e i restanti membri della troupe. Nella seconda stagione purtroppo non sarò presente perché, per il momento, Grazia è ancora in carcere.

Quali sono le altre esperienze a cui sei più legata e perché?

Un’altra esperienza a cui sono particolarmente legata è “La strada di casa”. Interpretare il personaggio di Viola Morra (figlia di Alessio Boni e Lucrezia Lante della Rovere) è stato uno dei miei primissimi lavori. Anche Viola era una ragazza molto complicata da interpretare: definita come la tipica adolescente ribelle, amante dell’arte e della libertà, veniva violentata dal suo professore di scuola a quattordici anni. È stato davvero emozionante e una grandissima responsabilità raccontare una storia di tale profondità. Nella seconda stagione invece Viola ha 18 anni ed è cresciuta. Proprio per questo motivo, diventa ancora più ribelle, si diverte a imbrattare i muri, ma in realtà è sempre solo alla ricerca di quel senso di libertà assoluta che non riesce a trovare, perché oppressa dal peso di quella ferita inferta quattro anni prima e che non si rimargina. Alla fine della stagione riesce però a riscattarsi e, solo a quel punto, può finalmente lasciarsi andare.

Nonostante tu sia molto giovane, vanti già un curriculum di tutto rispetto. Come riesci a conciliare la vita da ragazza con quella da attrice?

La mia carriera da attrice, e ancora prima, i miei studi di recitazione presso la mia agenzia (Studio Emme) sono iniziati quando frequentavo la terza media. Quindi sono ormai abituata ad alternare la mia vita (famigliare, sociale e scolastica) con quella da attrice. Alla fine implica diversi tipi di impegni e sacrifici, questo è vero, ma è pur sempre un lavoro.

Quali sono i colleghi con cui hai lavorato che ti hanno impressionato di più e perché? C’è qualche attrice a cui ti ispiri?

Sicuramente Alessio Boni è stato un collega che ha avuto un’importanza particolare per me; mi ha insegnato tanto e mi ha dato tanti consigli, a me che ero solo una giovane aspirante attrice. Ma, oltre a lui, sono state tante le persone che ho avuto il gran piacere di avere vicino, tra cui Lucrezia Lante della Rovere, Thomas Trabacchi, Carlotta Natoli, gli stessi Aldo, Giovanni e Giacomo, Tony Servillo e tanti altri.

Che spettatrice sei? Quali sono i tuoi film e le serie tv preferite?

Sono una spettatrice dai gusti difficili, ahimè! Adoro i thriller e i film di guerra, per esempio,
ma è davvero difficile che io rimanga estremamente soddisfatta da un prodotto cinematografico senza aver alcun dubbio. Sarà scontato dirlo, ma chiaramente faccio molta attenzione all’interpretazione attoriale, alla sceneggiatura, agli elementi scenografici e a tutto il meccanismo di ripresa.

In questo momento, dal punto di vista lavorativo, hai un sogno in particolare che ti piacerebbe realizzare?

Come ho sottolineato prima, uno dei miei generi preferiti è il film d’azione e mi piacerebbe davvero tanto cimentarmi in questo genere e di sperimentare le classiche scene con pistole, rapimenti
e colpi di scena vari.

Questo portale si chiama “La voce dello schermo”. Cosa significa per te ascoltare la voce dello schermo?

“La voce dello schermo” è un titolo molto interessante perché, se penso ad uno schermo in sé, immediatamente mi viene in mente l’immagine visiva, non un suono. Invece, in questo caso, viene messa in risalto la “voce”, che subito mi fa pensare a parole, pensieri, opinioni e idee che possono emergere da una persona. È importante esprimersi, è importante il pensiero di chiunque, e lo schermo ci dà la possibilità di conoscere tanti punti di vista differenti.

Di Francesco Sciortino

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