Ha debuttato domenica 12 aprile la fiction “Roberta Valente – Notaio in Sorrento”, diretta da Vincenzo Pirozzi e con protagonisti Maria Vera Ratti, Alessio Lapice, Flavia Gatti, Adriano Pantaleo ed Erasmo Genzini.
Abbiamo intervistato, su “La voce dello schermo”, Flavia Gatti, che interpreta uno dei personaggi più interessanti della serie. L’attrice ha parlato degli aspetti che l’hanno conquistata di Leda, una donna esuberante e determinata ma con un passato complesso alle spalle. Inoltre, Flavia ci ha confidato quelli che secondo lei sono i punti di forza di “Roberta Valente – Notaio in Sorrento” e ha parlato del suo legame con la recitazione, un fuoco sacro iniziato sin da bambina e proseguito con determinazione…

Ti stiamo vedendo in “Roberta Valente – Notaio in Sorrento”. Cosa ti ha colpito di questa esperienza?
È stata un’emozione indescrivibile sia lavorare con giovani attori come me sia lavorare con un regista come Vincenzo (Pirozzi ndr.). Inoltre, Sorrento non fa da cornice, ma è protagonista stessa della storia, ho avvertito tanto il suo fascino e l’ho subito sentita come casa.
Quali corde ti ha permesso di toccare Leda?
È una donna moderna, una self-made woman, si è costruita da sola e non ha paura di dire ciò che pensa. Tante donne si possono sicuramente riconoscere in lei, nella sua forza e nella sua indipendenza. Ha molto coraggio, è schietta e diretta. Per interpretarla mi sono lasciata guidare dal mio istinto.
Cosa ti avvicina a lei?
Siamo a tratti molto simili. Possiede una grande umanità. Amiamo entrambe ballare, siamo entrambe molto empatiche e non riusciamo a ignorare i problemi degli altri.
Cosa ti allontana invece?
L’aspetto psicologico è differente. Vengo da una famiglia numerosa, affiatata e sono sempre stata circondata da amore. So cosa significa appartenere a un nucleo familiare, lei no. È sempre stata sola e vive per se stessa.
Quali pensi siano i punti di forza della serie?
Credo abbia tanti punti di forza. È una commedia moderna, porta dietro storie di vita importanti e le protagoniste sono molto differenti. Leda pur provenendo da un passato complesso, avendo perso i genitori, riesce comunque a emergere per via del suo carattere spigliato e simpatico. Tuttavia, quando deve mostrare il proprio carattere lo fa senza pensarci due volte. Far parte di questo progetto è stato un regalo. È una serie che porta con sé segreti e sentimenti, tra passato e presente. È interessante perché riesce a mescolare il dramma con momenti più leggeri e diventa coinvolgente episodio dopo episodio.
Quali pensi siano, invece, i tuoi punti di forza nel tuo mestiere?
La determinazione. Quando credo in qualcosa vado fino in fondo. Quello dell’attrice è un lavoro in cui l’unica certezza è l’incertezza e non si sa mai come va a finire. Credo di vivere il mio mestiere con una certa tranquillità perché credo tantissimo che se qualcosa è destinato a te prima o poi ti trova. Cerco di non cambiare mai, di essere sempre come sono, gentile, di rimanere con i piedi per terra e di seguire il mio cuore, che è l’aspetto più importante.
Leda si muove tra la paura di soffrire e la ricerca di sicurezze. Com’è stato stare in equilibrio tra questi due aspetti?
È stato difficile. Leda è il risultato del suo percorso di vita e con Roberta hanno due vissuti profondamente diversi. Leda è diretta e istintiva, mentre Roberta è misurata e razionale. Sono agli antipodi, ma Leda spinge Roberta a uscire dalla sua zona di comfort che a sua volta offre a Leda un punto fermo e una prospettiva più lucida. Ci sarà sicuramente una grande evoluzione nel loro rapporto.
Che cosa ti ha insegnato Leda?
Leda mi ha insegnato che non bisogna aver paura di essere sé stessi, anche quando il passato pesa, e lancia un messaggio: che si può scegliere di vivere anche con leggerezza e autenticità. Non si cura dell’opinione altrui.
Nella vita cosa ti fa sentire al sicuro?
La mia famiglia.

Un altro aspetto che colpisce della serie è il cast molto giovane. Com’è stato girare con questa squadra?
Si è creata una bella sinergia. Sono la più piccola del quartetto ma, nonostante ciò, ci siamo incastrati alla perfezione. Con Maria Vera è nata un’amicizia speciale al di là del set. Ha una forza scenica molto intensa e ti spinge a restare sempre presente e vera. Mi sono trovata molto bene.
Come ti fa sentire interpretare un personaggio?
Mi fa sentire viva e mi fa colorare la mia vita. Non ricordo una Flavia senza la passione per la recitazione e mentre ne parlo non riesco a non emozionarmi. Alle elementari sarei voluta essere la protagonista delle recite, a casa mi chiudevo in camera e fingevo di piangere, fissandomi allo specchio. Ho scoperto lì le emozioni e i sentimenti. In questo modo coloravo le mie giornate. I miei genitori credevano che stessi male perché mi vedevano piangere allo specchio, ma li stavo fregando perché stavo soltanto interpretando una scena drammatica. Vengo da un piccolo paesino dalla provincia di Napoli e facevo fatica a fare comprendere la mia vocazione. Credo di essere nata con questa passione.
Cos’è per te la recitazione?
È fuoco.
Perché?
Mi dà modo di vivere molte vite in una sola. Mi fa sentire me stessa, anche quando interpreto personaggi diversi da me.
Questo portale si intitola “La voce dello schermo”. Cosa significa per te ascoltare la voce dello schermo?
Significa lasciarsi andare al suo meraviglioso richiamo.
Di Francesco Sciortino

