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Gio. Apr 16th, 2026

Intervista a Francesco Luciani: “Dal teatro a Samuele di ‘Mare Fuori’, recitare è il mio spazio di libertà” L’attore, che da due stagioni interpreta uno dei personaggi più discussi della serie, si racconta su “La voce dello schermo”.

Mar 24, 2026
Foto di Giulia Marangoni

In attesa della messa in onda su Rai 2, è interamente disponibile su RaiPlay la sesta stagione di “Mare Fuori”, fiction prodotta da Picomedia e Raifiction e diretta da Beniamino Catena e da Francesca Amitrano. Uno del personaggi più turbolenti delle ultime due stagioni è sicuramente Samuele, interpretato da Francesco Luciani. Il giovane attore è stato chiamato a una prova abbastanza impegnativa: ha dovuto, infatti, reggere il peso di un ruolo profondamente negativo e che non lascia trasparire sfumature positive.
Ne abbiamo parlato, su “La voce dello schermo”, proprio con lui che ha definito “una grande sfida” avere avuto la possibilità di vestire i panni di Samuele e di creare scompiglio all’interno dell’IPM di “Mare Fuori”. Durante la chiacchierata con Francesco abbiamo scoperto il suo amore per l’arte, per il teatro – in cui sarà presto impegnato nello spettacolo ‘Alibi’ – e il suo legame indissolubile con la recitazione, che dura da quando era ragazzino e che vorrebbe rendere ancora più solido esplorando anche il cinema internazionale.
Questo e altro nella nostra intervista all’interprete di uno del personaggi più controversi di “Mare Fuori”…

Foto di Giulia Marangoni

Da due stagioni, sei Samuele in “Mare Fuori”, come si interpreta un personaggio del genere?

Credo che qualsiasi personaggio sia sempre complesso da esplorare. Indubbiamente, interpretare un ruolo così negativo ti mette di fronte a una difficoltà principale: trasmettere la grande cattiveria che questo ragazzo sente. Spero di averlo fatto nel migliore dei modi finora.

Samuele è un cattivo che difficilmente suscita empatia allo spettatore. Hai mai avuto un po’ di timore nel farti conoscere in questo modo attraverso questo ruolo?

Assolutamente no. Entrare a far parte di “Mare Fuori”, interpretando un personaggio così controverso, diverso da tutti, è sempre stata una grande sfida per me e un divertimento. Non mi ha mai preoccupato, ma l’ho sempre visto con grande voglia e curiosità.

È un cattivo totale, che sembra orientato completamente verso il male e non lascia trasparire nulla di buono…

Non credo sia un cattivo totale. Lo dipingiamo come cattivo dall’inizio alla fine, ma stiamo comunque parlando di un ragazzo minorenne di cui non conosciamo la storia. Verso la fine di questa stagione ritroviamo degli sprazzi di sensibilità nei suoi occhi.

Per la costruzione di Samuele, pensi di aver fatto un lavoro di addizione o di sottrazione?

Credo di aver fatto sia un lavoro di addizione sia di sottrazione. Per togliere bisogna prima trovare, ho dovuto individuare cosa non provare, cosa non fare accadere e conoscerlo molto bene. Samuele sa benissimo cosa sia l’amore e la sensibilità, ma ha deciso di toglierli. Il mio lavoro è stato di ricercare una sensibilità che ha avuto nella sua vita e ammorbidirla, evitarla e scrollargliela di dosso.

Foto di Sabrina Cirillo

Torniamo indietro nel tempo, alla lettura della sceneggiatura di “Mare Fuori”. Cosa hai provato in quel momento?

Faticavo a credere di essere stato scelto. Fino al momento in cui abbiamo girato, non riuscivo a rendermi conto che tutto fosse reale. Nel momento in cui ho letto tutto, ho visto quello che avrei dovuto fare e interpretare Samuele, mi sono emozionato, entusiasmato e sono contento di aver avuto questa grande opportunità. Da attore, mi sono innamorato di questa occasione e di questo personaggio.

Dai commenti degli spettatori leggiamo che, nonostante Samuele sia il personaggio più odiato di “Mare Fuori”, il pubblico riconosce la tua bravura. Che effetto fa?

Mi sono sempre tenuto lontano da ciò che viene scritto in rete. Quando leggo messaggi di utenti che mi dicono di odiare Samuele sono contento perché significa che ho fatto bene il mio lavoro. Sono felice quando ricevo attestati di stima, tuttavia cerco di mettermi sempre in discussione e di non farmi distrarre. Voglio essere un attore a trecentosessanta gradi, ho esplorato in Samuele alcune corde e mi piacerebbe sperimentarne sempre di più durante le mie interpretazioni.

Sarai a teatro con “Alibi” di Italy Bares, in scena il 16 e 17 maggio al Teatro Repower di Assago. Cosa ti ha entusiasmato di questo progetto?

Mi ha entusiasmato che, nonostante si tratti di un progetto di beneficenza, centocinquanta performer si sono messi a disposizione con passione e con amore. Mi ha colpito l’entusiasmo delle persone sul palco e fare un prodotto così complesso, elaborato e ricercato in così poco tempo, è stata una sfida che mi ha elettrizzato sin da quando l’ho saputo. Infine, mi ha spinto il mio grande amore per il teatro, vengo da questo mondo e voglio continuare a farlo. Dopo tanto tempo, avere l’occasione di salire su un palco e in un evento così importante mi toglie le parole ed è un bellissimo traguardo.

Cosa puoi dirci riguardo lo spettacolo e il tuo personaggio?

È uno spettacolo tra il noir e il comico. Racconta la storia di una famiglia all’interno della quale avviene un omicidio e interpreto uno dei figli. Si vedranno una serie di inconvenienti per risolvere questo caso.

Perché ami il palcoscenico?

Sono sempre stato molto timido. Il teatro è stato il primo luogo in cui mi sono sentito davvero contento di avere delle attenzioni e nel quale sentivo di potermi esprimere come volevo e senza imbarazzo. È uno spazio di libertà e il mondo che si crea con i colleghi sul palco è qualcosa di unico, sempre nuovo, diverso e speciale.

Mettendo da parte Samuele, com’è Francesco nella vita reale?

Sono una persona molto tranquilla, timida e che mi piace stare per conto mio. Sono appassionato dell’arte in generale, mi piace suonare, mi piace leggere e ovviamente il cinema e la recitazione. Amo dipingere e tra i miei sogni, oltre a recitare, c’è anche poter fare una mostra e un concerto tutto mio.

Foto di Sabrina Cirillo

Che personaggio ti piacerebbe essere in futuro?

Mi piacerebbe interpretare un ruolo completamente diverso da Samuele e un altro personaggio che si allontani da come sono io e che magari richieda una preparazione più fisica.

C’è stato un avvenimento o una situazione che ti ha fatto credere nella recitazione?

Ero arrivato da poco nella mia scuola media, dopo la messa in scena di uno spettacolo, la mia insegnante è venuta da me e mi ha detto: “sei molto bravo, devi continuare su questa strada”. Questo avvenimento mi ha fatto amare e avvicinare sempre di più a questo mondo.

Che attore ti piacerebbe diventare tra dieci anni?

Vorrei lavorare anche molto all’estero e vorrei formarmi anche lì. Mi piacerebbe diventare un attore internazionale e voglio lavorare tanto per riuscirci.

Quale cinema ti affascina?

Mi affascina il cinema asiatico, da quello coreano a quello giapponese, ma ovviamente anche quello europeo, inglese in modo particolare, e americano.

Questo portale si intitola “La voce dello schermo”. Cosa significa per te ascoltare la voce dello schermo?

Significa mettersi all’interno di un altro punto di vista a quello che accade attorno a noi e credo sia molto sano per la vita.

Di Francesco Sciortino

By lavocedelloschermo

Francesco Sciortino, giornalista pubblicista dal 2014, appassionato di serie tv, cinema e doppiaggio. In passato cofondatore della testata online “Ed è subito serial”.

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