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Intervista a Melanie Liburd: “Tra forza e fragilità: l’amore in ‘A year in London’” L’attrice resa celebre dalla serie ‘This is us’ si racconta su “La voce dello schermo” parlando del film con protagoniste lei e Nina Pons e diretto da Flaminia Graziadei.

Apr 15, 2026

Martedì 14 aprile è uscito nelle sale “A year in London”, film diretto da Flaminia Graziadei con protagoniste Melanie Liburd e Nina Pons che esplora l’incontro e la relazione tra due donne, Olivia e Nina, e che ci porta all’interno di un viaggio emozionale fatto di moda, di passioni, di attese, di fragilità e di accettazione.
Abbiamo avuto l’onore di intervistare, su “La voce dello schermo”, Melanie Liburd, che abbiamo apprezzato in “This is us” nei panni di Zoe Baker e che abbiamo visto in film come “Bad boys 4” e “Brian Banks”. L’attrice ci ha confidato cosa ha significato per lei raccontare in “A year in London” la complessità di Nina, una donna apparentemente forte, ma che nasconde le proprie fragilità e che ha deciso di non legarsi più a nessuno per paura di soffrire. Infine, Melanie ha raccontato cosa ha rappresentato per lei essere diretta da Flaminia Graziadei e lavorare con Nina Pons, ha ricordato l’esperienza in “This is us” e ci ha regalato altre curiosità che la riguardano…

Ti stiamo vedendo in “A year in London”, film diretto da Flaminia Graziadei e con protagoniste te e Nina Pons. Cosa ti ha affascinato di questa esperienza?

La storia è da una parte commovente e toccante e dall’altra divertente e coinvolgente. Nina e Olivia si aprono l’una all’altra in un modo che sorprende entrambe. È un sentimento così inaspettato da renderlo davvero bello. Credo che i temi trattati siano stimolanti e inclusivi e che rappresentino un bel messaggio per i giovani. Inoltre, amo la moda ed è stato bello esplorare tematiche come l’amore, l’amicizia e l’accettazione.

Come ti sei connessa emotivamente al personaggio?

Nina appare agli altri come una donna molto forte e potente, ma dentro di sé nasconde delle insicurezze, come accade a tutti gli esseri umani. Ha paura di mostrarsi vulnerabile e per tanto tempo ha deciso di non legarsi a nessuno. Nel film la vediamo confrontarsi con questo aspetto. Da attrice, interpretarla è stata una sfida stimolante ed è una storia che credo possa toccare chiunque.

Si è creata una bella alchimia tra te e Nina Pons. Com’è stato lavorare su questa connessione?

Nina è un’attrice incredibile e una persona estremamente gentile e generosa. È stato un piacere girare con lei. Abbiamo lavorato sulle scene e scritto insieme alcuni dialoghi per allinearci maggiormente ai personaggi. È stata un’esperienza stupenda e siamo diventate ottime amiche.

Che regista hai trovato in Flaminia Graziadei?

Prima di diventare regista, Flaminia è stata anche una ballerina e un’attrice, per cui conosce molto bene l’arte. Siamo diventati tutti molto uniti e ci siamo sentiti a nostro agio a lavorare su questo film. Si è creata una bella armonia. Flaminia si prende cura dei propri attori e li supporta tantissimo durante le riprese. È un aspetto molto importante.

Il film esplora due città come Roma e Londra. Cosa ti ha affascinato dell’Italia e dell’incontro tra le due culture?

Ho vissuto per tanto tempo a Londra e sono cresciuta tantissimo sia professionalmente sia umanamente in questa città. Sarà sempre uno dei miei luoghi preferiti ed è sempre un’emozione girare lì. Roma è altrettanto bella e ha un’energia travolgente. Me la sto godendo in questi giorni, sono entusiasta di scoprirla sempre di più e di mangiare del buon cibo italiano.

Dagli anni di “This is us”, cosa pensi di aver appreso da ogni esperienza?

Quello di “This is us” è stato un periodo davvero speciale e ne ho assaporato ogni momento. Amo così tanto questo lavoro e da ogni ruolo imparo qualcosa in più su me stessa e sulla natura umana. È tutto così affascinante. Ci sarà sempre qualcosa di nuovo da apprendere e un personaggio diverso da esplorare. È questo che mi rapisce così tanto.

Questo portale si intitola “La voce dello schermo”. Cosa significa per te ascoltare la voce dello schermo?

La voce dello schermo può cambiare la vita delle persone, farle sentire comprese, educarle e far cambiare loro la prospettiva della cose. Questa lo schermo sarà sempre la mia fonte d’ispirazione e fare cinema sarà sempre un grande regalo per me.

Di Francesco Sciortino

By lavocedelloschermo

Francesco Sciortino, giornalista pubblicista dal 2014, appassionato di serie tv, cinema e doppiaggio. In passato cofondatore della testata online “Ed è subito serial”.

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