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Intervista a Gianmarco Bellumori: “2 Flows racconta il legame tra recitazione e musica” L'attore presenta su "La voce dello schermo" "2 Flows", serie rilasciata su Amazon Prime Video.

Dic 20, 2022

È da poco uscito a noleggio su Amazon Prime Video, “2 Flows”, serie che si addentra all’interno del mondo della musica e, in modo particolare, si concentra su due giovani con differenti approcci alla musica. A presentare la serie su “La voce dello schermo” ci ha pensato Gianmarco Bellumori, che in “2 Flows” veste i panni di un agente discografico ambito ma allo stesso tempo che presenta dei lati oscuri. Gianmarco si è soffermato sulle difficoltà dell’interpretare Cristiano, degli aspetti interessanti di “2 Flows” e degli altri ruoli che hanno caratterizzato la propria carriera. A Voi…

*Foto e copertina di Vanna Giannoccaro

Ciao Gianmarco, benvenuto su “La voce dello schermo”. Partiamo da “2 Flows”. Presentiamo un po’ la serie…

Salve a tutti. Grazie. “2 Flows” è un progetto che abbiamo girato lo scorso anno, dall’idea di Susanna Chiesa e Massimo Tettamanti, due produttori magnifici che hanno permesso la realizzazione del progetto. La serie approfondisce diversi aspetti relativi al mondo della musica e della recitazione, due mondi tanto lontani, quanto vicini, perché spesso accomunati dalle difficoltà, pressioni ed ansie presenti in questi due ambienti. La regia e la sceneggiatura sono di Rocco Danzi e Mariam Reza Beigi. “2 Flows” racconta le vicende di due ragazzi che vivono il mondo della musica diversamente, ma in qualche modo collegati tra loro. Questi “due flussi” caratterizzeranno le interessanti storie dei protagonisti.

Parliamo un po’ del tuo personaggio. Quali aspetti ti hanno colpito di più di lui e quali difficoltà hai riscontrato nell’interpretarlo?

Il mio ruolo è quello di un agente discografico, un uomo duro, spietato che fa tutto quello che fa per ottenere maggiore successo e potere. È ambito da tutti i cantanti, da quelli emergenti a quelli famosi. Durante la prima puntata il mio rapporto si svolgerà maggiormente con She, una giovane artista, vittima di sé stessa e dello show business. È piuttosto menefreghista delle problematiche degli artisti, delle loro fragilità e desidera soltanto far funzionare il suo lavoro e la macchina del successo. Tanto temuto e odiato, ma è altrettanto desiderato perché gli artisti lo riconoscono come il promotore del loro successo. Non è stato semplice interpretare Cristiano poiché, nonostante in passato abbia già affrontato ruoli simili, ha una sua complessità da uomo maturo, manipolatorio e subdolo. Mi è piaciuto molto andare alla ricerca della sua personalità e capire cosa lo spingeva a essere così duro e spietato. Ho dovuto scavare a fondo e capire principalmente le sue debolezze e le sue fragilità che lo portano ad agire così.

Il tuo personaggio sembra molto complesso, perché per un attore è importante andare alla ricerca di questi tipi di ruoli e quali sono le caratteristiche che ti piacerebbe cercare in ruoli futuri?

In ognuno di noi, in quanto attori e persone, esistono ferite più o meno presenti. Abbiamo, secondo me, il dovere di incanalarle e mostrarle per avvicinarci al personaggio su cui dobbiamo lavorare in quel momento, in modo da immedesimarci il più possibile e da capire cosa lui provi realmente. Questa è la tecnica con cui lavoro e con cui mi approccio durante il mio lavoro. Prossimamente mi piacerebbe interpretare, in un film o in una serie, un assistente sociale comprensivo e accogliente.

La serie racconta alcuni aspetti riguardanti l’ambiente musicale. Quali elementi della serie secondo te conquisteranno lo spettatore?

Sono sicuro che coloro che amano il genere musicale rap ameranno la serie e si rispecchieranno in uno dei due personaggi: She o Luca, interpretati rispettivamente da Maria Teghini e da Nicolo Bertonelli. Li ritengo attori magnifici e hanno superato loro stessi con queste interpretazioni. Nella prima puntata è presente anche il rapper torinese Boro Boro, e Roberta Carluccio, influencer di grande successo.

Riguardo le altre interpretazioni della tua carriera, quali sono quelle a cui sei maggiormente legato e perché?

Ricordo sempre con grande piacere il personaggio di Marco Prato, PR romano nel Docu “Il Delitto Varani” diretto da Nicola Prosatore, attualmente On Demand su Sky. Mi piacciono molto i ruoli combattuti interiormente e che vivono situazioni importanti a livello psicologico. In questo caso, però, io, il regista e tutto il cast abbiamo cercato di avvicinarci con grande delicatezza, vista la sofferenza che questo evento ha portato ai genitori. Mi sono reso conto della grande responsabilità affidatami e di ciò che avrei dovuto trasmettere. Sono affezionato a tanti ruoli che mi sono stati affidati negli anni perché a ognuno di loro devo tanto per tutto quello che mi hanno regalato e mi hanno fatto scoprire. Sono esperienze che ti permettono di esplorare maggiormente il genere umano di evolverti.

*Foto di Vanna Giannoccaro

Hai fatto anche molto teatro. Quanto è importante per un attore il teatro e cosa ti ha insegnato questo mondo?

Il teatro credo sia importantissimo per un attore. Ti permette di imparare a improvvisare, a essere realmente presente. Il fatto che non esista possibilità di ripetere una battuta e tornare indietro in quella serata ti mette di fronte a due alternative: o entrare dentro a un flusso, farsi trasportare con il cuore e con i sentimenti o farsi prendere da un attacco di panico. Se è la prima opzione a prevalere significa che hai intrapreso la strada giusta. È affascinante come spesso l’andare in scena venga paragonato a morire o a imparare a morire.

Questo portale si chiama “La voce dello schermo”. Cosa significa per te ascoltare la voce dello schermo”?

“La voce dello schermo” a mio avviso vuole dare spazio e voce ad artisti e fare in modo che si possa entrare maggiormente nella loro intimità e nel loro sentire, in modo che gli artisti e l’arte trovino maggiore comprensione ed espressione e che il loro punto di vista possa avvicinarci sempre di più alla vera essenza della vita.

Di Francesco Sciortino

By lavocedelloschermo

Francesco Sciortino, giornalista pubblicista dal 2014, appassionato di serie tv, cinema e doppiaggio. In passato cofondatore della testata online “Ed è subito serial”.

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