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Intervista ad Antonio D’Aquino: “Interpretare Milos in ‘Mare Fuori’ è una bella responsabilità” L'attore si racconta su La voce dello schermo, parlando della bella evoluzione che ha riguardato il suo personaggio in "Mare Fuori" e di altri aspetti interessanti della propria carriera.

Mar 31, 2023

La terza stagione di “Mare Fuori” si è appena conclusa ma La voce dello schermo continua il proprio viaggio alla scoperta dei protagonisti della serie del momento. Abbiamo intervistato uno dei protagonisti indiscussi di questa terza stagione: Antonio D’Aquino. Il suo Milos ha vissuto un’evoluzione notevole durante le tre stagioni e, nei nuovi episodi, ha avuto la responsabilità di trattare argomenti delicati come l’omofobia e l’omosessualità in carcere. Antonio si è raccontato, parlando dell’evoluzione del proprio personaggio, delle difficoltà riscontrate nell’interpretarlo e di tanti altri aspetti relativi a Milos e a “Mare Fuori”. Ma non è tutto, l’attore ha anche parlato della sua esperienza in “Come prima”, film diretto da Tommy Weber con Francesco Di Leva e Antonio Folletto protagonisti, e di altre curiosità del proprio mestiere. A voi.

*Foto e copertina di Sabrina Cirillo

Ciao Antonio, benvenuto su “La voce dello schermo”. Partiamo da Milos, quali sono gli aspetti che ti piacciono di lui e perché?

Salve a tutti. Grazie. Di Milos amo il suo coraggio, il modo di amare la persona con cui si è legato di più e che gli ha mostrato interesse proprio per la persona che è lui. Amo il suo modo di proteggere le persone che ama, com’è accaduto con Luna.

Qual è, secondo te, il segreto del successo di “Mare Fuori”?

È una serie che coinvolge un po’ tutti, giovani e adulti. Tratta dei temi sociali molto importanti, da quelli ordinari, come l’amore e l’amicizia, a quelli più delicati e importanti come la criminalità, la violenza sulle donne, l’omofobia. Sono temi che fanno riflettere e che, raccontati attraverso gli occhi di noi ragazzi, arrivano a colpirti come un pugno nello stomaco. Inoltre, ho trovato un bel gruppo, molto unito, con dei ragazzi umilissimi e gentilissimi.

Ti sei confrontato con una tematica delicata, come l’omosessualità in carcere. Com’è stato per te trattare questo argomento attraverso il tuo personaggio?

All’inizio non è stato semplice, perché ho dovuto interpretare un personaggio che non rispecchiava del tutto la mia quotidianità e soprattutto ho dovuto rendere gli stati d’animo e la sofferenza di Milos. Poi ho provato molto orgoglio nell’interpretare un personaggio che fa quasi da portavoce a un tema così importante. L’omosessualità è vista come un tabù all’interno del mondo del carcere e anche fuori. Cerco di fare passare un ottimo messaggio e, da quello che vedo, sta arrivando. Ho ricevuto tantissimi messaggi di persone che hanno provato quello che ha provato Milos, mi hanno fatto i complimenti e hanno visto una speranza in più. Sono molto contento.

Com’è stato confrontarti con questo successo travolgente della serie?

È stato un po’ strano e difficile da gestire all’inizio. È arrivato improvvisamente e ci ha colto alla sprovvista. Mi faceva uno strano effetto andare al bar o a fare la spesa e ritrovarmi tante persone attorno a chiedermi l’autografo o una foto. Mi sto abituando e cerco ogni giorno di abituarmi sempre di più.

Alcuni utenti hanno accusato Milos di essere di poche parole, hai anche replicato tramite social…

Sì, mi sono sentito in dovere di rispondere agli utenti per spiegare, anche se ritengo che non fosse nemmeno necessario, il motivo del modo di fare silenzioso di Milos. Credo che in ogni film ci sia un personaggio che parla meno ed è impensabile vedere un film o una serie con tutti protagonisti. Ma ho ricevuto una bella risposta da parte di tantissime persone che hanno preso le mie difese e mi ha fatto molto piacere.

*Foto di Sabrina Cirillo

Noi notiamo anche che nelle precedenti stagioni si fosse un po’ “risparmiato” per raccontarsi durante questa stagione…

Anche questo è un aspetto da sottolineare. Io mi ritengo molto fortunato perché Milos era uno di quei personaggi che sarebbe potuto “morire” metaforicamente nella prima stagione e di cui si sarebbero accorti in pochi se fosse uscito di scena. Invece, piano piano, è cresciuto tanto. Lo abbiamo visto già durante la seconda stagione, dove era più presente rispetto alla prima, fino ad arrivare al suo apice nella terza stagione. Questo grazie al lavoro che abbiamo fatto su di lui e alle chiacchierate che ho fatto con gli sceneggiatori e con il regista, che hanno ascoltato anche alcune mie proposte. È stato un lavoro che ha dato i propri frutti, ho avuto la possibilità di raccontare una bella storia e con una grande responsabilità.

La prima scena in cui appare Milos è quella in cui si prende la colpa di una cosa che non ha fatto, ovvero la coltellata di Ciro a una guardia. Hai provato a dare una spiegazione a questa scena?

È sicuramente un gesto sbagliatissimo e bruttissimo, però nel suo piccolo fa capire il modo di essere di Milos, che per i suoi amici e per i suoi affetti sacrifica anche sé stesso. Nel marcio del gesto ho voluto vedere il piccolo aspetto positivo del suo modo di essere.

Che evoluzione ti aspetti da Milos nei nuovi episodi?

Non sono ancora arrivate le sceneggiature, per cui non lo so ancora. Immaginando un po’, spero che troveremo un Milos alle prese con delle scelte importanti e che gli costeranno qualcosina. Poi magari avrà un’evoluzione del tutto differente, sto fantasticando. Ciò che succederà lo scopriremo assieme prossimamente.

Tu hai fatto parte anche del film “Come prima”, diretto da Tommy Weber e con Francesco Di Leva e Antonio Folletto. Che ricordi hai di questo set?

È stata la mia seconda esperienza, mi ha fatto crescere tanto e mi ha dato la consapevolezza di voler fare questo mestiere. La prima stagione di “Mare Fuori” è stata la mia prima esperienza e inizialmente mi sentivo un po’ spaesato, mentre in “Come Prima” mi sentivo un’altra persona e riuscivo a gestire da solo il personaggio. È stato molto bello e mi ha dato la consapevolezza di voler fare questo mestiere per tutta la vita, perché ti dà la possibilità di interpretare vite non tue. È un film che consiglio tantissimo e non vedo l’ora che esca in qualche piattaforma.

*Foto di Sabrina Cirillo

Progetti futuri?

Sono concentratissimo sulle nuove puntate di “Mare Fuori” e non vedo l’ora che arrivino le sceneggiature per affinare la tecnica e scoprire cosa ci regalerà Milos quest’anno. Voglio prepararlo al meglio perché voglio regalare emozioni, come abbiamo fatto nella terza.

Come ti immagini il dopo “Mare Fuori”?

Mi immagino come un ragazzo che rincorre il suo sogno, che si emoziona per ogni cosa che capita e spero di trovare tanti altri progetti che mi diano la possibilità di crescere piano piano.

Cosa significa per te recitare?

Libertà. È quando abbandoni un po’ te stesso e la tua vita e diventi una persona differente. È come se vedessi, per strada, un manichino in una vetrina e riuscissi a dargli vita, donandogli un carattere e delle sfumature. Per me recitare è dare vita a qualcosa, essere libero e pensare di poter fare tutt’altro.

Facciamo un gioco: se potessi rubare un ruolo a un tuo collega quale sceglieresti?

Rimanendo in “Mare Fuori”, mi piace il ruolo di Milos, lancia un bel messaggio ma se proprio devo rispondere ti dico che in un’altra vita mi sarebbe piaciuto interpretare il ruolo di Carmine, perché anche lui è portavoce di un bel messaggio, ha una bella evoluzione ed è differente in ogni stagione.

E di altri film o serie tv?

Amo molto i film di fantascienza. Ti dico il ruolo di Harry in “Harry Potter” o Jack Sparrow in “Pirati dei Caraibi”, film che mi hanno accompagnato durante la mia infanzia. Infine, mi piacerebbe interpretare un ruolo da supereroe come Capitan America.

Questo portale si chiama La voce dello schermo. Cosa significa per te ascoltare la voce dello schermo?

La voce dello schermo mi ipnotizza. Mi incanta, mi fa rimanere bloccato ad ascoltarla e mi fa immaginare tutto. Ti permette di entrare in un altro mondo, soprattutto al cinema perché hai la possibilità di stare seduto con persone che non conosci e di condividere qualcosa di magico. La voce dello schermo mi paralizza, mi fa pensare e mi trasporta nel magico mondo del cinema.

Di Francesco Sciortino

By lavocedelloschermo

Francesco Sciortino, giornalista pubblicista dal 2014, appassionato di serie tv, cinema e doppiaggio. In passato cofondatore della testata online “Ed è subito serial”.

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