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Intervista a Barbara Chichiarelli: “The Good Mothers lancia un messaggio importante” L'attrice presenta "The Good Mothers", la serie vincitrice della prima edizione Series alla Berlinale, da oggi su Disney+ che racconta di alcune donne che hanno sfidato la 'Ndrangheta

Apr 5, 2023

Da oggi, mercoledì 5 aprile, sono disponibili su Disney+ i sei episodi di “The Good Mothers“, serie diretta da Julian Jarrold e da Elisa Amoruso e vincitrice della prima edizione di Series alla Berlinale. Tra le protagoniste troviamo Gaia Girace, Valentina Bellè, Barbara Chichiarelli, Simona Distefano e Micaela Ramazzotti. La serie si addentra all’interno del mondo della ‘Ndrangheta raccontato da una prospettiva femminile e dedicandosi in particolare alla storia di alcune donne che hanno sfidato questo sistema. Abbiamo ritrovato con piacere Barbara Chichiarelli, che ci ha presentato la serie e gli aspetti che l’hanno colpita del suo personaggio: Anna Colace, che rappresenta una donna che ha dedicato la propria vita alla battaglia contro la ‘Ndrangheta. A voi…  

*Ph: Gioele Vettraino, Stylist: Cosmo Muccino Amatulli

Salve Barbara. Bentornata su “La voce dello schermo”. Da oggi ti vediamo su Disney+ in “The Good Mothers”, presentaci un po’ la serie e il tuo personaggio…

Salve a tutti. Bentrovati. “The Good Mothers” è una serie che racconta nello specifico tre storie di donne, collaboratrici di giustizia, che avevano a che fare con la ‘Ndrangheta, che decidono di collaborare in qualche modo con lo Stato e di emanciparsi dalla loro realtà. Interpreto Anna Colace, un sostituto procuratore che cerca, con tutti i mezzi, di aiutare queste donne a uscire dalla loro realtà e a infrangere le regole interne delle loro famiglie.

Quali sono gli aspetti che ti hanno colpito di lei?

È un personaggio funzionale alla narrazione e che rappresenta lo Stato. Presenta molte analogie con tutti gli altri servitori dello Stato che sono stati raccontati nella storia del cinema e della serialità televisiva. È una persona integerrima e che ha dedicato la propria vita a questa causa. Quello che mi ha affascinato di più dell’interpretarla è proprio questo aspetto: l’abnegazione necessaria, la forza di volontà, la passione e l’ideologia per fare questo tipo di lavoro e di scelta.

Dal punto di vista interpretativo, invece, quali sono state le difficoltà nell’interpretarla?

Sicuramente la mancanza, per certi versi, di un lato emotivo di questo personaggio e contemporaneamente la capacità di entrare in empatia con queste testimoni di giustizia nei limiti del proprio ruolo. Ho cercato di gestire la responsabilità di un’operazione così importante e un cambio di passo all’interno di delle indagini con un atteggiamento nuovo e con una forza prettamente femminile e secondo me è uno degli aspetti più interessanti. Il portare avanti le indagini, con una metodologia, senza dimenticarsi chi abbia di fronte è un aspetto che la caratterizza.

Com’è stato per te avere la responsabilità di raccontare la sfida alla ‘Ndrangheta da un punto di vista femminile?

Mi ha affascinato molto, credo che sia fondamentale raccontare queste storie e lo trovo un modo per continuare a poter fare politica nel mio lavoro. Sono contenta di avere avuto questa responsabilità perché, oltre ad avere avuto il piacere di lavorare con attrici e con registi così bravi, c’è stata la possibilità di lanciare un messaggio attraverso questo progetto e spero che questo arrivi al pubblico.

La serie è su Disney+, hai trovato delle differenze in questa piattaforma rispetto alle altre?

Credo che l’unica differenza palpabile al momento sia stato l’aver ricevuto un gadget della Disney (ride ndr.). Credo che siano tutte piattaforme di altissimo livello e più che sulle differenze mi concentrerei sulle similitudini perché si lavora su progetti di grandissima qualità e con bravissimi professionisti, a prescindere dalle piattaforme. È sempre un piacere poter fare il proprio lavoro ad alti livelli.

Secondo te, com’è cambiata la vita dell’attore dall’avvento delle piattaforme?

Sicuramente c’è più lavoro per tante persone. C’è più possibilità per molti attori, registi, sceneggiatori e addetti ai lavori di poter essere visti e notati. Da un lato sono contenta per il settore, ma dall’altro quest’abbondanza di progetti mi spaventa un po’ e spero non si crei una bolla come quella immobiliare e che non crolli tutto tra poco. Mi chiedo se il sistema reggerà e per quanto possa farlo. Potrebbe crollare questo sistema da un momento all’altro e molte persone potrebbero perdere il lavoro. Come sempre, quando avviene una crescita così esponenziale di qualcosa, si è sempre spaventati. Il timore di tutta la categoria è questo. La pandemia ha contribuito a un grande utilizzo delle piattaforme, dal momento che ha un po’ cambiato le nostre abitudini, anche in peggio perché magari la gente va meno al cinema, esce meno e rimane più in casa. Credo che la diffusione e la nascita di ulteriori piattaforme sia un po’ figlia del cambiamento di abitudini che ha riguardato tutto il mondo. Prima della pandemia, la richiesta del materiale audiovisivo non è mai stata così alta.

Di recente ti abbiamo vista anche in “Tre di Troppo”, con Fabio De Luigi e Virginia Raffaele, cosa hai amato di questa esperienza?

Avere la possibilità di lavorare a questo progetto e in particolar modo con Fabio De Luigi, che è stato uno dei miei miti quando ero bimba e mi faceva ridere da morire, è stata una sensazione strana. È stato un onore e il set è stato molto divertente, è stato un piacere conoscere Virginia Raffaele e avere la conferma che è un’artista vera a 360° e davvero eccezionale. È sempre bello lavorare con il sorriso.

Quali sono gli aspetti che cerchi di solito nei nuovi personaggi che devi interpretare?

Sicuramente mi affascina studiare perché sono una persona molto curiosa. Spero sempre di avere davanti delle sfide nuove e vado alla ricerca di personaggi e storie nuove da raccontare. La mia attenzione non è rivolta soltanto al mio personaggio, ma al progetto in generale e cerco sempre di capire a che tipo di operazione sto partecipando.

Dove ti vedremo prossimamente?

Sono sul set di “M. – Il Figlio del secolo” e questa è l’unica anticipazione che posso dare.

 

Di Francesco Sciortino

By lavocedelloschermo

Francesco Sciortino, giornalista pubblicista dal 2014, appassionato di serie tv, cinema e doppiaggio. In passato cofondatore della testata online “Ed è subito serial”.

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