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Intervista a Dharma Mangia Woods: “Amo il trasformismo. ‘Ricchi a tutti i costi’ una bella sfida” L'attrice, attualmente su Netflix nella commedia diretta da Giovanni Bognetti e con Christian De Sica e Angela Finocchiaro, si racconta su "La voce dello schermo".

Giu 6, 2024
Foto di Martina Mariotti

Martedì 04 giugno è uscito su NetflixRicchi a tutti i costi”, commedia diretta da Giovanni Bognetti con Christian De Sica, Angela Finocchiaro, Dharma Mangia Woods e Claudio Colica. Il film, sequel di “Natale a tutti i costi”, racconta di una famiglia che deve difendere, a tutti i costi, un’eredità familiare. In questo nuovo capitolo, a rendere più accattivanti le nuove vicende della famiglia Delle Fave, ci saranno Ninni Bruschetta, Darko Perić e una suggestiva ambientazione a Minorca. Abbiamo intervistato, su “La voce dello schermo”, Dharma Mangia Woods, che ha raccontato cosa abbia significato per lei cimentarsi nella commedia, interpretando Alessandra al fianco di maestri della commedia. Dharma, conosciuta per aver fatto parte di film e serie tv importantissimi tra cui “La stranezza”, “Più Forti Del Destino”, “The Young Pope” e “L’estate addosso”, ha parlato del film di Bognetti e ha confidato alcuni aspetti e curiosità della propria carriera da attrice e del suo modo di essere camaleontica tra un’interpretazione e un’altra. A voi…

Foto di Martina Mariotti

Salve Dharma, bentornata su “La voce dello schermo”. Da martedì, ti stiamo vedendo su Netflix in “Ricchi a tutti i costi”, sequel di “Natale a tutti i costi”. Quali sono le novità più significative del film?

Salve a tutti, grazie. Il film segue la scia tracciata da “Natale a tutti i costi” ma stavolta i personaggi sono disposti proprio a tutto per ottenere ciò che vogliono. Le novità riguardano soprattutto il cast: ci sono, infatti, Ninni Bruschetta e Darko Perić, che interpretano due ruoli molto divertenti e belli.

Il primo capitolo è stato caratterizzato dalla sorpresa, il secondo conferma un cast collaudato. Com’è stato ritrovarsi?

Mentre nel primo film ho avuto la possibilità di mettere alla prova la mia capacità di cimentarmi nella commedia, In “Ricchi a tutti i costi” è stato molto bello portare il personaggio di Alessandra a un livello successivo. Mi piace molto, la trovo molto divertente e umana. Ritrovarsi fa sempre molto piacere anche se, con gli altri membri del cast, non ci siamo mai veramente lasciati e ci siamo sempre tenuti in contatto. Quando si sta bene è più facile riprendere un rapporto e portarlo a un livello artistico ancora più alto.

Cosa ha rappresentato per te cimentarti nella commedia?

L’ho trovata una novità molto interessante ed è stato uno step in più nel mio percorso artistico perché, prima di “Natale a tutti i costi”, avevo interpretato quasi sempre ruoli drammatici. Sono molto felice perché ritengo che un attore debba riuscire a cimentarsi in più generi e sono molto contenta di essermi messa alla prova.

Cosa ti ha sorpreso del modo di lavorare con Angela Finocchiaro, Christian De Sica, Ninni Bruschetta e della loro comicità?

Sicuramente ammiro la loro tranquillità nel fare questo lavoro e riescono a far ridere senza il minimo sforzo. È una dote innata e possiedono una facilità disarmante nel trovare la battuta giusta al momento giusto.

C’è qualche episodio divertente che ricordi con il sorriso?

Sul set abbiamo riso tantissimo. Già leggendo le sceneggiature trovavo esilaranti tantissime battute che nel momento in cui le abbiamo girate si sono rivelate molto divertenti, una su tutte la scena della piscina, in cui attuiamo una sorta di messa in scena e per me ha rappresentato uno dei momenti più divertenti.

Photo Credit: Netflix / Loris T. Zambelli

Ti abbiamo vista interpretare anche ruoli in costume e cambiare fisicamente. Ti piace giocare con il tuo aspetto?

Sì, mi piace molto e sto notando che mi cambia molto il viso in base alla pettinatura, all’inquadratura, dal vestito che indosso o dal colore dei capelli. È un aspetto che hanno apprezzato i registi con i quali ho lavorato ed è importante essere camaleontici in questo lavoro. Per un’attrice il non riconoscersi è un obiettivo fondamentale e sono in una fase di sperimentazione in cui più possibilità mi vengono date e più sono felice. Amo molto la scuola americana, francese e inglese perché sono dei maestri nel trasformismo e sono cresciuta guardando attori e attrici che giocavano molto con il loro aspetto.

Hai dei riferimenti internazionali o nazionali?

Trovo difficile rispondere a questa domanda perché non voglio minimamente paragonarmi a loro e spero che un giorno potrò fare almeno l’1% di ciò che hanno fatto ma ho una grande stima per tantissime attrici nazionali come Alba Rohrwacher e Valentina Bellè, che ritengo due meraviglie della recitazione. Tra le attrici internazionali amo Marion Cotillard e ritengo Anna Karina un’icona indimenticabile.

Hai lavorato con grandi registi, quali sono quelli che ti hanno sorpreso di più?

Essendo molto precisa nel mio lavoro, cerco di trovare il modo di imparare qualcosa da ogni regista e da attore che ho vicino. Sicuramente lavorare con Roberto Andò, nonostante sia stata poco sul set, è stata una bella opportunità. Cerco sempre di stare sul set, anche quando non giro, per vedere gli altri che lavorano. Recitare ne “La Stranezza” mi ha dato tanto. Andò è una specie di pittore che ti lascia a bocca aperta e ho provato questa sensazione guardando la sequenza che abbiamo girato al Teatro Valle. Ha una cura minuziosa verso i minimi dettagli e non lascia nulla al caso. Osservare lui, Toni Servillo, Ficarra e Picone e Luigi Lo Cascio è stata un’esperienza indimenticabile per me.

Cosa pensi del cinema e della serialità italiana dei nostri giorni?

Credo sia fondamentale non avere paura di investire, di osare e di liberarsi dal retaggio del passato che ritiene un tipo di cinema o serialità migliore rispetto a un altro. È un lavoro molto complesso e chi riesce a farlo è molto fortunato. Bisogna riconoscere l’impegno e il coraggio che ognuno di noi mette in quello che fa, che sia l’attore o il regista.

Presto sarai in “Inganno” diretta da Pappi Corsicato. Non possiamo dire tanto, ma com’è stato lavorare con Corsicato?

È stata un’esperienza diverse dalle altre. Ho dovuto lavorare con un cast con cui non avevo lavorato. Pappi è incredibile e non credo ci siano parole per descriverlo. Inoltre, ritrovarsi faccia a faccia con Monica Guerritore, da attrice, è stato stimolante. È un portento, una donna che si fa rispettare e bisogna saper fare questo lavoro per guadagnarsi il suo rispetto.

Se potessi rubare un ruolo a una tua collega, quale sceglieresti?

Sognando un po’, un film che mi è piaciuto da morire è stato “Ritratto di una giovane in fiamme” e uno di quei personaggi lo avrei voluto interpretare volentieri.

Photo Credit: Netflix / Loris T. Zambelli

Hai studiato giornalismo nella tua vita, che domanda faresti a Dharma?

Forse chiederei che tema mi piacerebbe affrontare in un prossimo film e risponderei un film che tratta l’amore, un tema che nella mia vita lavorativa è un po’ strano, e sarebbe interessante riuscire a parlarne in un modo onesto, vero, complesso, inedito e non soltanto in chiave romantica e con il lieto fine.

Un ruolo che potrebbe metterti alla prova quale potrebbe essere?

Mi piacerebbe mettermi alla prova in ruolo in cui mi venga richiesta una preparazione fisica di un certo tipo, anche cambiando il corpo e allenandolo, avvicinandomi al personaggio il più possibile.

 

Di Francesco Sciortino

By lavocedelloschermo

Francesco Sciortino, giornalista pubblicista dal 2014, appassionato di serie tv, cinema e doppiaggio. In passato cofondatore della testata online “Ed è subito serial”.

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