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Intervista a Lorena Cacciatore: “Che esperienza con Brizzi e Bisio. Porto la Sicilia nel cuore” L'attrice siciliana racconta l'esperienza sul set di "Se mi vuoi bene", film di Fausto Brizzi, e ripercorre le tappe fondamentali della propria carriera.

Dic 18, 2019

La voce dello schermo ha intervistato Lorena Cacciatore, attrice siciliana apprezzata di recente in “Se mi vuoi bene”, l’ultimo film di Fausto Brizzi e ammirata in tante fiction di successo come “Tutto può succedere”, “Don Matteo” e “La vita che corre”. Lorena si è raccontata in esclusiva su “La voce dello schermo” parlando dell’esperienza al fianco di Brizzi e Claudio Bisio, rivelando cosa significa per lei recitare in teatro e confidandoci i tre “Paolo” con cui vorrebbe lavorare in futuro…

Salve Lorena, benvenuta su “La voce dello schermo”. Ti abbiamo vista di recente nel nuovo film di Fausto Brizzi “Se mi vuoi bene”. Che bilancio puoi farci e cosa ti è piaciuto di più riguardo questa esperienza?

È stata un’esperienza esilarante, perché lavorare con Claudio (Bisio ndr.) è veramente molto divertente. Nella vita reale è esattamente come siete abituati: simpatico da morire, sensibile e molto generoso. È un professionista vero. Mi è piaciuto molto lavorare con Fausto perché è un uomo dai modi gentili e cordiali che sul set ha saputo creare un’atmosfera armoniosa con tutti. Relazionarsi con lui circa le idee sul personaggio non è mai stato così scorrevole in tutta la mia carriera. È concreto e ha le idee molto chiare. Quando ti trovi di fronte un regista così deciso e determinato si creano interscambi dinamici ed è un aspetto che amo, essendo anche io un’attrice molto pragmatica. Le speculazioni intellettuali richiedono un tempo molto più lungo e se hai poco meno di un mese per farti un’idea del personaggio da interpretare è meglio adottare il verbo dell’artigiano: fare!

Con chi hai legato di più?

Ho legato con tutti i miei colleghi del set ma una menzione speciale va a Valeria Fabrizi, che sento quasi tutte le settimane e con la quale ho stretto un legame veramente profondo. Una donna meravigliosa e un’attrice come poche. Le voglio un bene incredibile.

Tieni molto al teatro. Quali sono gli aspetti che ti piacciono di più di questo mondo?

Il teatro più del cinema e della tv ti fa vivere in pieno quel “qui ed ora” del recitare. Ogni sera accade qualcosa, pur essendo lo stesso spettacolo in replica da più settimane non è mai lo stesso per chi va in scena e per chi torna a vedere. Mi piace la polvere del palcoscenico che si intravede attraverso le luci. Mi piace spiare i miei compagni di scena da dietro le quinte e recitare a memoria sottovoce le loro parti. Mi piacciono le mie entrate e la sensazione del freddo che svanisce man mano che conquisto il centro del palco. Mi piace il momento degli applausi… quello per cui ogni attore vive e torna a casa felice sera per sera. Amo il teatro.

Hai fatto parte di tantissime fiction di successo. Quali sono quelle a cui sei più legata e perché?

Ricordi sempre la prima e l’ultima con più nostalgia, la prima perché inizi, parte tutto da lì e la mia è stata “La vita che corre”. l’ultima perché è quella che non vedi l’ora di vedere per capire cosa hai fatto e se le tue idee di rappresentazione sono accessibili e comprensibili a tutti. Forse nella sintesi è così ma in generale credo che nel mio lavoro io sia affetta dalla “sindrome del casanova” perché ho amato pienamente ogni personaggio messo in scena.

Sei siciliana. Che rapporto hai con la tua terra? Quanto è stato difficile allontanarti?

Amo la mia terra e me la porto sempre dietro, forse più adesso che all’inizio. Mi sento orgogliosamente siciliana in ogni scelta intrapresa, nella donna che sono diventata, nei principi saldi e ben radicati, nella testardaggine che mi contraddistingue, nella passionalità dei miei rapporti con le persone (dagli amici al fidanzato) che diventano “MIE” e guai a chi fa loro del male. Sono fieramente siciliana anche in cucina, perché mio malgrado uvetta passa, pinoli e finocchietto a casa mia non devono mancare mai! Allontanarmi è stato difficile perché tutta la mia famiglia è giù e me ne sono andata ormai da 12 anni, ma non tornerei mai indietro rispetto alla scelta intrapresa perché se amo e difendo la mia terra con le unghie e con i denti è proprio perché ora so apprezzarla, se fossi rimasta non sarebbe stato possibile che ciò accadesse.

Qual è stato l’aneddoto più curioso che ti sia mai capitato sul set?

Cadute e papere quante ne vuoi, praticamente su ogni set!! Nell’ultimo invece ho scoperto di soffrire di vertigini. Meglio averlo scoperto così perché uno dei miei sogni era quello di lanciarmi col paracadute… adesso so che questa cosa non accadrà mai!

Dove ti vedremo prossimamente? Hai qualche progetto che vorresti anticiparci?

Che mi vedrete ancora puoi scommetterci, finché campo ci sarà sempre la ricerca della luce giusta e dell’applauso. Per chi legge una minaccia, per chi come me fa questo mestiere una maledizione “la camicia di nesso” che ti avvelena il sangue, non potrei fare altro. Ma non posso dirti nulla ancora…sono in fase di contrattazione.

Devi scegliere tre registi, italiani o stranieri, con i quali ti piacerebbe lavorare. Chi sceglieresti?

Sorrentino. Lo corteggio nei miei sogni da sempre. Adoro ogni suo film, la sua poetica, le sue composizioni visive straordinariamente perfette. Virzì. Perché ha la capacità di cambiare genere pur mantenendo su ogni lavoro ben intatta la sua identità e riconoscibilità. E sa lavorare con gli attori in modo assolutamente impeccabile. Genovese. Che ho avuto la fortuna di conoscere sul set di uno spot che ho girato diretta da lui ed è stato un assaggio che però non mi è bastato. Tre italiani dunque e tutti e tre si chiamano Paolo.

Questo portale si chiama “La voce dello schermo”. Cosa significa per te ascoltare la voce dello schermo?

Significa farmi attraversare da parole che diventano materia: lacrime o sorrisi, carezze o pugni nello stomaco. Per dirla alla Camilleri la potenza della voce del cinema è nella sua tridimensionalità.

Di Francesco Sciortino

By lavocedelloschermo

Francesco Sciortino, giornalista pubblicista dal 2014, appassionato di serie tv, cinema e doppiaggio. In passato cofondatore della testata online “Ed è subito serial”.

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