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Intervista a Stella Egitto: “I ruoli difficili mi esaltano” L'attrice siciliana, dal 3 dicembre nel film "Nel bagno delle donne" di Marco Castaldi, si racconta su La voce dello schermo.

Dic 4, 2020

“La voce dello schermo” ha ritrovato Stella Egitto, attrice molto apprezzata per le interpretazioni in “In guerra per amore” di Pif e “Malarazza” di Giovanni Virgilio“. Dal 3 dicembre la stiamo vedendo sulla piattaforma MIO Cinema nel film “Nel bagno delle donne”, per la regia di Marco Castaldi. In “Nel bagno delle donne” Stella interpreta Anna, una donna combattiva che cerca di comprendere il motivo per cui il marito Giacomo le abbia nascosto il suo licenziamento. Stella ha raccontato cosa abbia significato per lei far parte di questa esperienza, ha esplorato alcuni aspetti del proprio lavoro e ha annunciato un 2021 ricco di progetti interessanti…

*Maglia monospalla, Ele Collection
Fotografa: Maddalena Petrosino
Styling: EPsuite19
Make up: Raffaele Schioppo – Simone Belli Agency
Hair: Francesco Borghese
Hair designer Jerry D’Avino
Ufficio stampa Lorella Di Carlo

Salve Stella, bentornata su “La voce dello schermo”. Parliamo di “Nel bagno delle donne”. Presentaci un po’ il progetto e il tuo personaggio…

Salve a tutti. Definirei “Nel bagno delle donne” un film pazzo, libero e irriverente. Ho amato molto partecipare a questa esperienza per la libertà con cui decide di raccontare le dinamiche di una coppia e di un protagonista che non riesce più a gestire le pressioni a cui siamo sottoposti tutti i giorni, dovute a una precarietà costante. Il non riuscire a capire più come reggersi in piedi lo porta a prendere la decisione di auto-isolarsi all’interno del bagno di un cinema di essai. Si innescano così una serie di reazioni verso chiunque sta fuori. È stato stimolante seguire questa epopea del protagonista e il percorso che attraversa prima del ricongiungimento con la moglie.

Cosa ti è piaciuto di più del personaggio di Anna?

Il tono del film è di commedia e una caratteristica del mio personaggio è che agisce in controtendenza con il genere. Mi interessava rappresentare un fulcro emotivo tridimensionale. Nel film la mia è un’anima emotiva che viene mossa dall’amore prima di qualunque cosa. Anna ha una pazienza devastante, è una maniaca del controllo, è la stessa che tira lo sciacquone del bagno e che toglie la maglietta a Giacomo perché dopo deve andare a lavoro. Inoltre deve pure sopportare che il marito porti a compimento il suo percorso e che la scelga nuovamente, dovendo superare anche un tradimento. Tutte queste sfaccettature mi hanno colpito particolarmente.


C’è un aneddoto dal set che vorresti condividere con i nostri lettori?

Sicuramente la scena finale del film è stata divertente e delirante. Eravamo tutti assieme e la scena aveva una temperatura drammatica importante, perché si trattava di una resa dei conti. È stato esilarante sfondare una porta con il carrello con cui si fanno le pulizie. Nonostante sia stata una scena molto divertente, siamo stati molto attenti a rispettare il suo carattere emotivo.

Abbiamo visto Anna come un personaggio molto combattivo. Tu per quali obiettivi ti ritieni una donna combattiva?

Mi ritengo combattiva per tutto ciò che ritengo giusto per i miei criteri di giustizia. Quando c’è qualcosa per cui credo valga la pena di lottare peroro la causa fino alla fine. Dove investo cuore, sentimenti, intelligenza, cerco di combattere fino alla fine e non mi arrendo.

Hai parlato di libertà. Quanto è importante per te la libertà nei progetti che ti coinvolgono?

Il mio è un lavoro creativo ma ciò non toglie che sia fondamentale confrontarmi con chi mi dirige. In questa esperienza Marco Castaldi è stato bravissimo a dirigere con molta leggerezza e ascoltando le proposte di tutti noi riguardo cosa potevamo aggiungere ai nostri personaggi. È stato molto bravo e sorprendente su questo fronte. La libertà è fondamentale per me perché sono un’interprete, non un’esecutrice ed è più facile fare una cosa male se mi viene chiesto soltanto di eseguire. Penso che recitare sia anche un mestiere in cui ci si sceglie reciprocamente, anche se comprendo che possano esserci progetti che concedono meno libertà.


Quali sono stati i ruoli più difficili che hai interpretato e perché?

Sicuramente sono state due mamme molto complesse e diverse a mettermi più in difficoltà: Teresa in “In guerra per amore di Pif” e la mia Rosaria in “Malarazza” di Giovanni Virgilio. Sono state due responsabilità grandi per me. Dopo ho affrontato altri ruoli delicati come nel film “Codice Karim”, che uscirà nel 2021. È una spy story, film molto diverso rispetto a quelli che ho fatto finora e dove interpreto una cameriera di periferia che in realtà vive in un altro mondo, un mega-mondo di fumetti e di giochi di ruolo, e che si confronta con un soldato. Inoltre ho lavorato in altri due progetti molto complessi. Uno di questi è una serie televisiva, che uscirà sempre l’anno prossimo, che si chiama “Buongiorno mamma” ed è diretto da Giulio Manfredonia, e anche qui interpreto un ruolo molto complesso: una ragazza madre che ha problemi con la tossicodipendenza. Più le cose sono difficili e nuove più mi entusiasmano.

Quali sono i ruoli che ti esaltano di più?

Sono quelli che mi mettono alla prova e che mi mettono in difficoltà. Per me più aumentano le difficoltà più mi diverto quando recito. Amo fare un lavoro di ricerca e di preparazione. Preferirei sempre cimentarmi in personaggi che non mi somigliano, che non conosco e che siano lontane da me.

C’è un ruolo in particolare che ti piacerebbe interpretare?

Mi piacerebbe interpretare un personaggio affetto da una malattia mentale o con un disagio psichico.

Tu hai fatto parte de “Il commissario Montalbano”. Che valore ha per te questa esperienza?

Ha un grandissimo valore per me ed è stata un’esperienza stupenda. L’hanno mandata in onda qualche giorno fa e ha registrato un record di ascolti. Questa notizia mi ha riempito il cuore perché, data da scomparsa di Camilleri e di Sironi, è stata come una celebrazione nei loro confronti. Io da sicula amo lavorare in Sicilia, quando posso torno in Sicilia e ogni progetto che la riguarda fa scattare in me delle vibrazioni positive perché questa terra è un marchio di fabbrica sia per noi che ci nasciamo sia per le vicende che si celano all’interno di un luogo così ricco di storie e di contraddizioni.

Altri progetti?

Oltre in “Buongiorno mamma” e “Codice Karim”, sarò anche in un film di Netflix che si chiama “Mio fratello e mia sorella” per la regia di Roberto Capucci ed è un lavoro molto interessante, è un personaggio nuovo per me ma di cui non posso ancora parlare.

Di Francesco Sciortino

By lavocedelloschermo

Francesco Sciortino, giornalista pubblicista dal 2014, appassionato di serie tv, cinema e doppiaggio. In passato cofondatore della testata online “Ed è subito serial”.

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