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Gio. Giu 20th, 2024

Intervista a Francesco Zenga: “Il mio debutto ne “La Storia” per ricordare e riflettere”

Gen 20, 2024
La Storia (History: A Novel), director Francesca Archibugi, cinematography Luca Bigazzi. A series based on the 'History: A Novel' of Elsa Morante, in Rome during the war and after the war.

Su Rai 1 sta andando in onda “La storia”, serie tv di 8 episodi tratta dall’omonimo romanzo di Elsa Morante. Tra le piacevoli scoperte di questo prodotto troviamo il protagonista Francesco Zenga, che interpreta Nino. Abbiamo intervistato proprio Francesco che ci ha confidato cosa abbia significato per lui debuttare in grande stile, al fianco di attori come Elio Germano, Jasmine Trinca e Valerio Mastrandrea, e dell’importanza di raccontare e di ricordare un’epoca di orrori, come quella della Seconda Guerra Mondiale e di come dovremmo prendere spunto per non ripetere gli errori del passato. A voi…

*Foto di Silvio Cuofano

Salve Francesco, benvenuto su “La voce dello schermo”. Parliamo de “La storia” e di Nino, il personaggio che interpreti. Quali aspetti ti hanno colpito di questo ruolo?

Salve a tutti. Grazie. Ci sono tanti aspetti che mi hanno colpito di lui. È un personaggio che presenta più fasi e riesce a dare tante immagini differenti di se stesso nei differenti periodi che vive. Nella prima fase è molto diverso rispetto alla seconda, è molto ribelle, ha un rapporto di amore e odio con la madre ed è un fanatico del fascismo. Nella seconda passa da essere un membro delle Camicie Nere alla Resistenza. Diventa più maturo e più consapevole delle scelte che compie. Ma soprattutto, ciò che più emerge dalle sue tre fasi è il rapporto con il fratellino, l’amore che prova per lui e che cresce sempre di più con l’evolversi delle vicende.

“La storia” rappresenta il tuo vero e proprio debutto tra i grandi. Cosa ha rappresentato per te far parte di questo progetto?

È stata una grande responsabilità perché per affiancare attori come Jasmine (Trinca ndr.), Valerio (Mastrandrea ndr.), Elio (Germano ndr.), devi dare il meglio di te stesso. Ho avuto anche la fortuna di essere diretto da una grande regista come Francesca Archibugi e ho affrontato questa sfida con la consapevolezza di dover dare il massimo in un progetto del genere.

Che rapporto si è creato con il cast e cosa ti ha colpito dei tuoi colleghi?

Osservare i miei colleghi è stata una grande occasione per imparare. Credo che la scuola migliore sia sempre il set, è stata una grande famiglia, con un cast molto corposo e con tempi lunghi. Si è creato un bel rapporto con la regista e con la sua squadra e ho approfondito alcune amicizie come con Jasmine, con Valerio, con Lorenzo Zurzolo e con i bambini, con cui ho dovuto ricreare il rapporto di fratellanza.

Credits: B@iacovelli – Zayed

“La storia”, tratta dall’omonimo romanzo di Elsa Morante, racconta la Roma negli anni della Seconda Guerra Mondiale, cosa ha significato per te raccontare quegli anni di orrore?

Rivivere quegli anni è stato molto impegnativo e dal punto di vista emotivo è molto difficile. Ho provato a immaginare come potessero vivere le persone a quel tempo e penso anche a chi, anche oggi, lo prova ogni giorno, come in Ucraina o nel Medioriente.

Perché è importante realizzare un prodotto del genere?

“La storia” può essere un’occasione e un mezzo per far riflettere tutti e soprattutto, ricordando cosa sia accaduto in quel periodo, prendere spunto per pensare a come stiamo vivendo questo periodo storico.

C’è un aneddoto particolare che ti ha colpito dal set?

Ce ne sono diversi. Abbiamo lavorato con auto d’epoca e, con Valerio (Mastrandrea ndr.) abbiamo girato una scena all’interno di un furgoncino che non si accendeva mai. Abbiamo avuto diverse difficoltà ed eravamo entrambi arrabbiatissimi perché non riuscivamo a girare la scena (ride ndr.).

Credits: B@iacovelli – Zayed

Hai degli attori di riferimento?

Tra gli attori internazionali, il mio preferito è Jim Carrey. Tra quelli italiani, oltre a Elio Germano e Valerio Mastrandrea, con cui ho avuto la fortuna di lavorare, mi piacciono Favino, Borghi, Servillo e tantissimi altri.

Progetti futuri?

Sicuramente studiare sempre di più. Sto frequentando il centro sperimentale e mi sto concentrando sullo studio. Poi si vedrà…

Questo portale si intitola “La voce dello schermo”. Cosa significa per te ascoltare la voce dello schermo?

Significa imparare. La regola numero uno dell’attore e dello spettatore è, secondo me, imparare da ciò che andiamo a vedere, sia in qualità di attori sia da spettatori. Da attori attingendo da quel personaggio e da spettatori ascoltandolo per poi riflettere sulla propria vita. Vorrei basare il mio percorso artistico su questo aspetto.

Di Francesco Sciortino

By lavocedelloschermo

Francesco Sciortino, giornalista pubblicista dal 2014, appassionato di serie tv, cinema e doppiaggio. In passato cofondatore della testata online “Ed è subito serial”.

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