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Intervista a Sarah Falanga: “Risveglio le menti attraverso il teatro nel segno di Gassman e Camilleri” L'attrice, ammirata in serie come 'Gomorra' e 'L'amica Geniale', ci presenta "Nutri-Menti", il suo tentativo per riavvicinare la gente al teatro ai tempi del Covid.

Gen 13, 2021

La voce dello schermo ha intervistato Sarah Falanga, presidente e direttore artistico dell’accademia Magna Graecia, una carriera dedicata al teatro fino ad arrivare al successo televisivo nei panni di Maria Carracci ne “L’amica Geniale” e in quelli di Nella in “Gomorra”. Sarah ha ripercorso le tappe fondamentali della propria carriera, caratterizzata anche dall’incontro con grandi letterati e artisti come Andrea Camilleri, Vittorio Gassman, Tato Russo e Ferzan Özpetek.
L’attrice ci ha, inoltre, presentato “Nutri-Menti” che rappresenta il tentativo di una compagnia di attori di trovare uno spiraglio di luce nel buio della pandemia che chiude i sipari del mondo. La sua proposta è di curare l’Italia portando il teatro tra la gente, in ogni angolo di una città, nelle piazze, nei cortili, in modo da permettere alle persone di assistere allo spettacolo dalle proprie finestre, dai propri terrazzi, dai balconi. Il primo spettacolo avrà come special guest Giorgio Marchesi, i successivi avranno una cadenza mensile e coinvolgeranno altri attori di spessore. Un tentativo per riavvicinare la gente a un mondo che sta mancando tanto e per tornare a ridare quella cultura che, soprattutto nell’ultimo anno, è mancata a causa delle chiusure di cinema e teatri.
 

Salve Sarah, benvenuta su “La voce dello schermo”. Introduciamo i nostri lettori a “Nutri-Menti”. Da dove nasce l’idea?

Salve a tutti. “Nutri-Menti” è un piano culturale ideato e dedicato alla “Storica incantevolezza” della città di Capaccio Paestum, essendo culla di un patrimonio UNESCO, sì archeologico (città antica di Poseidonia), ma anche e soprattutto custode di un’eredità filosofico-culturale inscindibile dal senso del teatro e da tutte le forme d’Arte di ogni tempo.
Il progetto “Nutri-Menti”- Nutrimenti per menti pensanti – fa capolino proprio in un momento di buio obbligato dell’arte (causa emergenza COVID-19), ma trova le sue origini nella ricerca della motivazione, dello studio, della ricerca assoluta, della severità e del rigore, del “ri-ordine” dei principi etici che riguardano il lavoro dell’attore (ma anche di registi, autori etc), del ripristino urgente dei diritti e dei doveri della categoria.
Tutto questo era già un’emergenza prima dell’avvento della pandemia, ma in questo tempo, in cui lo spirito critico e la riflessione ritrovano il loro naturale spazio, “Nutri-Menti” è il richiamo alla sacralità dell’ARTE ed alla valorizzazione del patrimonio artistico-culturale italiano.

Come si articola nel dettaglio?

Il progetto si articola in quattro fasi tese ad agire in maniera capillare, con l’intento di ricreare il meccanismo virtuoso dell’Arte teatrale italiana, perlustrata sia dalla parte del pubblico, sia dalla parte dei professionisti dello spettacolo.
Le quattro AZIONI fondamentali sono così distinte:
Ritrova-Menti: Produzione di un lavoro cinematografico articolato in dieci puntate da 50 minuti ciascuna, narrante la storia e le vicissitudini di otto attori che continuano a perseguire l’ideale di studio e che, raccontati nella loro umanità più profonda, decidono di ritornare “tra la gente”, scrivendo e rappresentando spettacoli teatrali e musicali negli scorci poetici del territorio. Durante l’emergenza COVID-19, gli attori decidono di non rinunciare all’incontro con il pubblico, poiché “il teatro è un diritto!”, inventando spazi scenici alternativi dove il pubblico potrà godere degli spettacoli affacciandosi alle finestre e ai balconi delle proprie abitazioni. Per garantire a tutti i cittadini la godibilità dello stesso spettacolo, la compagnia accetta di ripeterlo in tutte le location propizie, a che questo diritto non sia negato ad alcuno. In ogni puntata, il pubblico godrà della presenza di almeno un ospite d’onore, di comprovata fama nazionale.

Lezioni di natura professionale: Attivazione dei corsi professionali triennali dell’Accademia Magna Graecia, quale scuola d’arte drammatica, scienze sceniche e musicali, incentrata principalmente sul dramma antico e le tecniche del Metodo Stanislavkij – Strasberg. (Il bando d’ammissione sarà pubblicato sul sito dell’Accademia Magna Graecia e del Comune di Capaccio Paestum il giorno 31 gennaio 2021)
Attivazione del Laboratorio per insegnanti e professionisti vari.

E-LABORATORIO: Didattica di Teatro
Laboratorio (anche online) per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado di tutta Italia, fattane esplicita richiesta, scrivendo a direzione.accademiamagnagraecia@hotmail.com

– “TEATRINEDITO“: RASSEGNA TEATRALE/MUSICALE
Al termine dell’emergenza e delle restrizioni date dal COVID-19, saranno realizzati spettacoli di valorizzazione turistico-culturali identificativi dei territori scelti. Tale tradizione potrà essere estesa a tutto il territorio italiano.

Il Progetto è sostenuto profondamente e concretamente dall’amministrazione comunale di Capaccio Paestum, capitanata dall’illuminato sindaco Franco Alfieri.
Una città in scena è una città viva!” (Sarah Falanga)

Ogni spettacolo avrà una cadenza mensile, quali artisti hai coinvolto nel progetto?

La cultura non è gossip! È nostra intenzione regalare sorprese al nostro pubblico, pertanto gli ospiti saranno annunciati volta dopo volta. Per la prima puntata, possiamo puntare sulla presenza del caro amico dell’arte Giorgio Marchesi.

Il teatro manca tanto alla gente. Come hai vissuto questo periodo particolare e con che impatto speri e pensi possa ripartire questo mondo?

Ho vissuto questo periodo creando e studiando: dovere per gli operatori culturali.
L’unico modo per ripartire è far comprendere il valore insostituibile del teatro e dell’Arte. Bisogna studiare nuove forme, proporre alta qualità, evitare di mentire al pubblico ed emozionarsi insieme a lui.

Rispetto a cinema e tv, il teatro forse è visto come un’arte più “di nicchia”. Perché secondo te?

Credo che il teatro non sarebbe mai dovuto stare in una “nicchia”. Se questo è accaduto è per la volontà precisa di stordire il pubblico con messaggi più leggeri, meno impegnativi, talvolta di puro intrattenimento, proposti dalla televisione che ha un linguaggio più immediato ed una possibilità di raggiungimento agevolata ed anche meno costosa.
È pur vero che, per riportare le persone a teatro, bisognerebbe risvegliare la curiosità, creando eventi irripetibili ed emozionanti. Il teatro deve essere vissuto come un investimento indispensabile per la mente e per lo spirito, deve generare cioè quel processo di catarsi irriproducibile altrove.

Cosa bisognerebbe fare per avvicinare maggiormente la gente al teatro?

In questo momento storico, bisogna trarre insegnamento dai nostri predecessori. L’unica soluzione è tornare tra la gente, per rivivere nuovamente l’insostituibile scambio di energia, che può avvenire solo in uno spettacolo dal vivo.
Noi siamo artigiani dell’Arte e, per lavorarla, dobbiamo conoscerla. L’attore è uno strumento di trasmissione culturale e deve agevolare la conoscenza. Per fare ciò, deve costruire la sua professionalità studiando continuamente. Non vi è alcuna differenza tra un medico e un attore: entrambi sono preposti alla cura ed alla salvezza dell’uomo. Entrambi devono conoscere per agire.
È necessaria una grossa quantità di amore e di dedizione al mestiere, poiché l’obiettivo è non rinunciare alla vita: il teatro è vita e nasce con l’uomo.
Immaginate una vita senza arte, sarebbe un qualcosa di meccanico: l’uomo dimentica di essere uomo e comincia a credersi macchina. L’Arte dà all’uomo un dono fondamentale: lui diventa vita! L’Arte è l’esplosione emotiva dell’Universo, ma per generarla, dobbiamo renderci strumenti per l’Arte e non stancarci mai di studiare, di capire, di inventare, di giocare con l’animo e di pagare con la vita.
Essere un operatore culturale non è un vanto, ma è una missione civile e sociale!

Parliamo di due lavori televisivi a cui sei legata “L’amica geniale” e “Gomorra”. Cosa hai amato di queste esperienze?

Entrambe le esperienze hanno significato una ricerca ed una crescita, sia umana che professionale.
Parliamo di due lavori stilisticamente diversi che, sebbene napoletani entrambi, si muovono su poetiche diverse. In entrambe ho amato i miei personaggi e li ho allevati attimo dopo attimo, cercandoli “in quella Sarah” che neanche io conoscevo.
De “L’amica geniale” amo il neorealismo, la letteratura, la genialità di Saverio Costanzo, la profondità emotiva di ogni personaggio, amo le possibilità inaspettate che mi ha donato ed il timore di ogni ciak, che rappresenta sempre una scommessa. Amo la minuziosità delle inquadrature poetiche, dei colori, la precisione della riproduzione della verità, la dedizione al lavoro da parte di ognuno. Ringrazierò la “mia amica geniale” per sempre.
Di “Gomorra” ho amato il rapporto spontaneo e creativo instauratosi con Marco D’Amore, regista che parte da un’esperienza attoriale. Sul set di “Gomorra” c’è stato un grande scambio e confronto creativo. A “Gomorra” devo la popolarità e la conoscenza di una Napoli che, pur da napoletana, non avevo ancora avuto modo di apprezzare.

Nella tua carriera hai lavorato con grandi registi e artisti. Chi sono stati i tuoi punti di riferimento per il tuo percorso artistico? Ci sono degli aneddoti particolari che ti piacerebbe raccontarci?

Scriverò un libro di aneddoti che racconterà tutti quelli che io ricordo. Del resto, il nostro lavoro è pregno di aneddoti quotidiani.
Un aneddoto su tutti è quello legato alla mia conoscenza con il maestro Vittorio Gassman, che cercai spasmodicamente, spacciandomi ingenuamente per giornalista. Era necessaria, quella regia, per avere accesso al suo camerino! Lui scoprì subito la mia bugia e, divertito, mi permise di essere sua allieva. Vi sono tanti dettagli a riguardo che avrò modo di raccontare.
Il mio Maestro assoluto si chiama Tato Russo, lui è il mio padre teatrale! A lui devo il temperamento ed il coraggio. Ad Andrea Camilleri devo lo sviluppo dell’immaginazione e l’acquisizione dei codici per comunicare in modo efficace e sintetico, scomodando qualche volta la sua poesia. A tutti gli altri, devo la tenacia ed il superamento delle paure.

Ci sono altre esperienze a cui sei più legata che vorresti ricordare?

La fondazione dell’Accademia Magna Graecia: scelta di vita ormai inseparabile dal mio futuro.
Il mio “incontro” artistico con Anna Magnani e Mia Martini: i miei spiriti guida e due donne importanti alle quali ho dedicato la scrittura di due spettacoli, che hanno significato molto per me! “Io Anna Magnani?” e “…mi chiamano Mimì” sono stati prodotti dall’Accademia Magna Graecia, debuttando all’interno del tempio di Nettuno a PAESTUM, consacrandosi quali MITI MODERNI, all’ormai decennale rassegna teatrale estiva “…dal mito a + ∞”.

Questo portale si chiama “La voce dello schermo”. Cosa significa per te ascoltare la voce dello schermo?


Significa vibrare… Emozionarmi.

 

Di Francesco Sciortino

By lavocedelloschermo

Francesco Sciortino, giornalista pubblicista dal 2014, appassionato di serie tv, cinema e doppiaggio. In passato cofondatore della testata online “Ed è subito serial”.

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