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Intervista a Stefano Lentini, il compositore che ha firmato la colonna sonora di “Mare Fuori” Il compositore si racconta su "La voce dello schermo" parlandoci del lavoro che c'è dietro la realizzazione della colonna sonora di "Mare Fuori".

Dic 27, 2021

In queste settimane abbiamo assistito, su Rai Due, alla seconda stagione di “Mare Fuori”. La forza della serie non risiede soltanto nei suoi talentuosi protagonisti e nelle interessanti storie raccontate, ma anche nella potente colonna sonora. A firmare la soundtrack della serie ci ha pensato il compositore Stefano Lentini, già un veterano per quanto riguarda le colonne sonore televisive e cinematografiche, basti pensare al successo de “La porta rossa” o di “Braccialetti Rossi“. La voce dello schermo ha intervistato proprio Stefano, che si è raccontato sul nostro portale spiegandoci nel dettaglio che tipo di lavoro c’è dietro la realizzazione della colonna sonora di “Mare Fuori”. A voi.

Salve Stefano, benvenuto su “La voce dello schermo”. Firmi la colonna sonora di una serie amatissima dal pubblico, “Mare Fuori”. Che lavoro c’è dietro la realizzazione di questa colonna sonora in particolare?

Salve a tutti. Si è trattato di un lavoro molto complessa dovuto alla varietà dei microcosmi musicali presenti nella serie. A partire dal pianoforte classico e accademico di Filippo, passando per quello spontaneo e talentuoso di Naditza, la musica rap dei ragazzi dell’IPM, la colonna sonora con i suoi picchi epici e drammatici. Un grande lavoro è stato fatto con il coro di voci bianche, poi c’è stato quello fatto con Raiz, volto alla ricerca di un linguaggio musicale originale. Tutto questo ha coinvolto centinaia di persone, dal maestro di postura per gli attori, ai manisti, musicisti, copisti, arrangiatori, tecnici.

Riguardo le nuove musiche della seconda stagione invece? Vuoi darci qualche dettaglio in più sui nuovi brani?

A differenza della prima stagione che è stata registrata in Auditorium a Torino con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e mixata a Londra, questa seconda stagione è stata interamente realizzata a Roma con l’Orchestra del Cinema. Al centro c’è stata tuttavia la volontà di dare continuità al percorso iniziato con la prima stagione.

 

Alcune tracce, come la sigla e “Sangue Nero”, sono state realizzate con Matteo Paolillo (Icaro). Com’è stato lavorare con lui e con gli altri membri del cast (Domenico Cuomo, Serena Codato etc)?

Con Domenico e Serena abbiamo registrato in una sessione a distanza “Amore che fa Male”, scritta con Raiz, durante il periodo delle riprese. Io ero nel mio studio e loro a Napoli, ci siamo collegati via Skype e molto velocemente abbiamo registrato tutto. Non era chiaro quale fosse il contributo alla canzone di Serena, inizialmente pensavo ad un ritornello, poi in fase di lavorazione ho trovato quella sorta di forma sibillina che come un coro greco apre e chiude il brano.
Per quanto riguarda invece “Sangue Nero” mi sono occupato dell’adattamento della musica nelle scene del film.

 

Le canzoni hanno trattato tematiche delicate, come la violenza sulle donne, la speranza dei detenuti. Come pensi che la musica possa trasmettere messaggi così importanti?

Quando la musica usa le parole il contenuto dei messaggi segue le regole della lingua, più misterioso è quanto accade per la musica strumentale.

Andiamo alle altre colonne sonore che hai firmato. Quali sono quelle che ricordi con maggiore piacere e perché?

Ogni colonna sonora ha una storia speciale, non posso farti una classifica ma posso dirti che quando la musica accompagna storie importanti, con un solido impianto etico, lascia anche a me un segno.

In futuro, dove sentiremo nuovamente le tue tracce? Ci sono progetti che vuoi accennarci?

È in uscita “The Book of Man”, una Suite orchestrale che ho scritto per la seconda stagione della docu-serie “China”. Inoltre nel 2022 andrà in onda “Sopravvissuti” una co-produzione di Rai, France Tv e ZDF e la terza stagione de “La Porta Rossa”.

Questo portale si chiama “La voce dello schermo”. Cosa significa per te ascoltare la voce dello schermo?

Lo schermo è uno strumento che può farsi portavoce di contenuti positivi o negativi, può essere costruttivo o distruttivo, intelligente o mediocre. Tutto dipende dalle persone che stanno dietro e che lo colorano.

 

Di Francesco Sciortino

By lavocedelloschermo

Francesco Sciortino, giornalista pubblicista dal 2014, appassionato di serie tv, cinema e doppiaggio. In passato cofondatore della testata online “Ed è subito serial”.

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