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C’era Una Volta A… Hollywood: cosa vi siete persi Ecco la lista di riferimenti ed Easter eggs firmati Tarantino

Ott 2, 2019

Siete andati a vedere C’era Una Volta A… Hollywood e siete curiosi di sapere di più sui riferimenti, gli Easter eggs e i dietro le quinte del nuovo film di Quentin Tarantino? Siete nel posto giusto! Di seguito ecco una carrellata di dettagli che potreste aver mancato!

IL LANCIAFIAMME

Il lanciafiamme usato da Dalton per uccidere uno dei membri della famiglia Manson ha un diretto richiamo a Bastardi Senza Gloria per quanto riguarda sia la scena del balcone, ripresa in C’Era Una Volta, ma fa anche riferimento all’ironia della sorte della malcapitata Manson Girl. Manson era fissato con la canzone dei Beatles Helter Skelter, in cui lui leggeva un riferimento ad una guerra razziale che avrebbe visto la vittoria dei bianchi sui neri e che lui e il suo clan sarebbero riusciti a scampare nascondendosi in sotterranei segreti. Lui credeva nel suprematismo bianco, proprio come i nazisti uccisi alla fine di Bastardi Senza Gloria e l’ironia della sorte è che uno dei membri del suo clan venga ucciso proprio come uno di quei nazisti.

IL FINALE

Il finale è la parte più complessa di questo film. Durante tutta la prima parte Tarantino dissemina tanti indizi che, per uno spettatore attento, potrebbero costituire tutti i pezzi necessari per comporre il puzzle finale. 

La prima volta che Dalton vede Sharon Tate e Roman Polanski tornare a casa dice qualcosa come “sono ad un party in piscina a distanza da un film di Roman Polanski”. E che party, verrebbe da dire! È proprio grazie agli eventi finali che Dalton avrà l’occasione di conoscere Sharon Tate e il suo amico Jay Sebring, che dopo aver sentito al trambusto si precipita in strada e chiede a Dalton se qualcuno si è fatto male. Questa scena lascia un gusto dolceamaro, sapendo come in realtà sono andate le cose, ovvero che erano proprio loro, Jay e Sharon, ad essersi “fatti male”. 

Nell’universo tarantiniano le donne che riescono a sopravvivere sono tutte in qualche modo legate al cinema: abbiamo Mia Wallace, una cinefila incallita, le ragazze di Gridehouse che lavorano nell’industria come stuntwomen e make up artist, Shosanna che possiede un cinema, e qui Sharon Tate, un’attrice. Nell’ottica di Tarantino è per questo che Sharon sopravvive, mentre i membri della famiglia Manson no. 

Poco prima degli eventi finali, da una televisione si sente la frase “this is the moment you’ve all been waiting for” (“ecco il momento che tutti stavate aspettando”) e non è forse vero? Quanti sono andati al cinema per vedere come Tarantino avrebbe trattato gli omicidi della Tate e i suoi amici?

SEMBRA FINZIONE MA NON LO È

Un altro incontro che potrebbe sembrare reale soltanto perché conveniente alla narrativa del film è quello tra Bruce Lee e Sharon Tate. I due si conoscevano poiché Lee aveva aiutato la Tate a prepararsi ad un ruolo in cui avrebbe dovuto combattere. Ci sono riferimenti anche alle accuse di Polanski nei confronti di Bruce Lee. Polanski avrebbe infatti accusato l’attore degli omicidi perché sulla scena del delitto erano stati trovati occhiali simili a quelli usati da Lee. 

Anche la scena alla Playboy Mansion porta con sé qualche verità. Mentre McQueen racconta la storia di Sharon e menziona come Jay sia probabilmente innamorato di lei dice qualcosa come “Quando Roman farà una cazzata Jay sarà lì per Sharon”. Questo potrebbe essere un diretto riferimento al crimine commesso da Polanski, ovvero l’aver drogato e stuprato una ragazzina di 13 anni, che lo ha costretto ad abbandonare gli Stati Uniti, dove tutt’ora non può mettere piede altrimenti verrebbe arrestato. 

IL LIBRO

Nella scena in cui Dalton e la piccola attrice parlano dei rispettivi libri che stanno leggendo, lui dà delle informazioni interessanti: 

Dice che si tratta di un western, proprio come quelli a cui lui è tanto abituato e proprio come il film che noi stiamo vedendo. Dice di trovarsi a metà della storia e in quel momento ci troviamo proprio a circa metà del film. 

La trama del libro ricorda molto la vita di Dalton, ma anche quella di Manson. I due sono infatti molto simili per certi aspetti. Entrambi hanno provato a realizzare il loro sogno ma non ci sono riusciti. Dalton avrebbe voluto fare il salto da attore della tv, al tempo considerato inferiore a quello cinematografico, ad attore del grande schermo. Manson avrebbe voluto diventare un musicista e cantante di successo. Entrambi hanno a che fare con il mondo western: Rick ci lavora, Manson ci vive. Lo Spahn Ranch è infatti un set cinematografico in cui alla Manson family era permesso vivere da George Spahn in cambio di favori sessuali dalle ragazze della setta. 

LE FIGLIE DI HOLLYWOOD

Ad interpretare le giovani del club di Manson sono attrici come Maya Hawke, Rumer Willis, Harley Quinn Smith, tutte figlie d’arte. Perché? La scelta potrebbe essere ricaduta su di loro poiché ad unirsi alla Manson family erano anche e soprattutto ragazze facoltose e di buona famiglia, figlie di gente famosa che non ci si sarebbe mai aspettati venisse trascinata da un illetterato come Manson.

MANSON INCONTRA TATE

Sebbene possa sembrare una coincidenza creata dalla mente del regista, l’incontro tra Charles Manson e Sharon Tate è davvero avvenuto. Manson si presentò a casa della Tate in cerca del suo precedente occupante, il produttore musicale Terry Melcher, poiché voleva assicurarsi un contratto discografico che gli avrebbe permesso la pubblicazione di un album tutto suo (aveva in precedenza scritto delle canzoni per i Beach Boys, come Never Learn Not To Love, prima intitolata Cease To Exist). Melcher aveva rifiutato l’offerta di Manson, così lui decide di vendicarsi. 

AL PACINO MORE LIKE TARANTINO

Il personaggio di Al Pacino, il produttore cinematografico Marvin Schwarzs, ha molte cose in comune con Tarantino: entrambi sono appassionati di film, in particolare di film western, tanto da conoscerne anche il minimo dettaglio. Ad entrambi piace gustarsi i film in pellicola, sul divano di casa, ed entrambi gesticolano in modo molto simile. È noto che Tarantino si inserisca fisicamente nei propri film sotto forma di cameo o personaggio non centrale alla storia, in questo caso forse ha preferito farsi interpretare da un grande attore e suo amico. 

CLIFF BOOTH IN REALTA’ È…

… ispirato a Hal Needham! Storico stuntman degli anni ‘60 e ‘70, grande amico di Burt Reynolds (osiamo dire Rick Dalton?) e che ha rivoluzionato il modo di vedere la figura dello stuntman, dapprima costantemente nell’ombra, poi arrivato a farsi riconoscere al pari dell’attore. 

Nel cinema moderno, sia con l’avvento del CGI e altre tecnologie sia perchè il fenomeno del divismo è sempre più preponderante, siamo tornati a valorizzare molto di più soltanto l’attore, mentre lo stuntman (o woman) rimane ancora una volta nell’ombra. 

SIGARETTE RED APPLE

Se non siete rimasti fino alla fine per vedere il finto spot pubblicitario di Rick Dalton, o semplicemente non avete prestato abbastanza attenzione alla marca di sigarette fumate da Cliff Booth durante il film, vi sarete persi un diretto riferimento al canone tarantiniano. Infatti, in ogni suo film uno o più personaggi fumano le sigarette di marca Red Apple, o possono essere viste sullo schermo come semplice oggetto di scena. 

 

 

MENZIONI VELOCI

  • La bambina attrice e comprimaria di Dalton è un riferimento a Il Grinta.
  • Il mosaico che vediamo dietro Dalton e la moglie al loro ritorno dall’Italia è lo stesso che compare in Jackie Brown.
  • Il libro ordinato da Sharon in libreria diventerà soggetto di un film di Polanski, che lo dedicherà alla defunta ex moglie. 
  • Il diner dove Rick e Cliff si fanno più di un paio di bevute si chiama Vega come il personaggio di John Travolta in Pulp Fiction (Vincent Vega) e quello di Michael Madsen ne Le Iene (Vic Vega)
  • Uno dei registi con cui Rick Dalton lavora in Italia è Antonio Margheriti, presente in Bastardi Senza Gloria. 
  • Kurt Russel interpreta un capo degli stuntman mentre in Grindhouse interpretava lo stuntman protagonista.  
  • È stato trovato lo spartito di una canzone dei Mamas and The Papas in casa Polanski la notte degli omicidi, ed è la stessa che sentiamo nel film. 

Per ulteriori approfondimenti sul film, leggete la nostra recensione!

Questi sono solo alcuni dei riferimenti fatti da Tarantino in C’Era Una Volta… A Hollywood, era davvero impossibile inserirli tutti, perciò fateci sapere quali sono i vostri preferiti e quelli mancanti, nei commenti o sui nostri social! 

 

di Elvira Bianchi

 

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