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Intervista a Enrica Guidi: “Da Tiziana del BarLume a madre disperata ne ‘L’eroe'” L'attrice livornese presenta il suo personaggio ne "L'eroe", film in uscita il 21 marzo, e ripercorre le tappe più significative della sua carriera.

Mar 21, 2019

Esce nelle sale, giovedì 21 marzo, “L’eroe”, film di Cristiano Anania che ha per protagonisti Salvatore Esposito, Enrica Guidi e Paolo Sassanelli. La voce dello schermo ha intervistato Enrica Guidi, storica Tiziana de “I delitti del BarLume”. La bella livornese ha presentato il personaggio di Costanza Guidi, una madre a cui hanno rapito il figlio e che è profondamente diversa dalla simpatica Tiziana. Enrica ha, inoltre, confidato di come abbia vissuto l’evoluzione di Tiziana durante le sei stagioni della serie diretta da Rohan Johnson, confermando la settima in arrivo, e ha ricordato le tappe fondamentali della sua carriera.

Salve Enrica, benvenuta a “La voce dello schermo”. Con la primavera arriva anche al cinema “L’eroe”, di cui fai parte. Presentaci un po’ il film…

L’eroe è un film noir e racconta del rapimento di un bambino. Tratta argomenti delicati come di cosa non si è disposti a fare per l’arrivismo e per la notorietà e il subbuglio che può provocare un fatto così eclatante in un paese, infatti il film è girato a Maratea.

Cosa puoi dirci riguardo il personaggio che interpreti? Quali aspetti ti hanno colpita di più?

Il mio personaggio si chiama Costanza Guidi, porta il mio stesso cognome, ed è la madre del bambino che è stato rapito. Costanza lavora fuori e rientra dopo aver ricevuto la notizia del rapimento. È stato stimolante interpretare questo ruolo, che richiede una profondità e una psicologia diversa rispetto agli altri personaggi che ho interpretato. Io non sono madre e per fortuna non ho avuto esempi di situazioni così spiacevoli nella mia vita. Per cui ho dovuto studiare ruoli simili per entrare meglio nel personaggio. Mi sono rifatta molto a “Kidnap” con Halle Berry e ho riversato in Costanza sentimenti come il malessere, l’impotenza e la disperazione di una madre a cui viene tolta la cosa più preziosa che ha. Mi piacciono molto i ruoli che richiedono molta psicologia e mi piacerebbe molto continuare su questa scia, avendo anche la libertà di osare.

Quali sono gli aspetti che ti hanno colpita all’interno del set?

È stato appagante lavorare col regista, Cristiano Anania. Mi sono trovata benissimo sia con Salvatore Esposito che con le donne. C’è stata molta umanità all’interno del set ed è una caratteristica che doveva emergere in un film del genere. Ho trovato una grande sintonia anche con Cristina Donadio, che interpreta mia madre. È stato interessante assistere, inoltre, al paese che prendeva vita grazie agli ambienti e la natura. Persino il silenzio, molto presente nel film, era molto rumoroso. Il paesaggio era come se fosse un altro personaggio.

Ovviamente sei molto legata a Tiziana de “I delitti del BarLume”. Com’è ancora interpretarla dopo tanti anni? Hai amato l’evoluzione del personaggio?

Interpretare Tiziana è sempre una novità. Con il passare degli anni è come se io e lei andassimo avanti mano nella mano. È cambiata molto dalla prima stagione e mi è piaciuto molto assistere a questa evoluzione. È partita dall’essere una ragazzina spensierata, fresca, frizzante fino a diventare una donna che ha dato grande priorità al lavoro. L’abbiamo vista anche madre piena di problemi, single e isterica. La definisco “magnetica” nell’attirare i guai. Devo dire che, anche se non sono madre, interpretare questo ruolo mi piace! Riesce a trasmetterti un modo di essere donna diverso. Inoltre di Tiziana mi diverte anche la parte di donna isterica e angosciata che possiede.

Per quanto riguarda una nuova stagione, ci sarà? Che sviluppi avrà?

Seguiranno aggiornamenti a riguardo perché è tutto top secret. L’unica cosa che possiamo dire è che riprenderemo a breve.

Quali sono le altre esperienze lavorative che ti piacerebbe ricordare?

Sicuramente porto nel cuore “Innamorati di me”, in cui interpretavo tre gemelle. È stata una bella prova perché ho dovuto trovare in me stessa tre fisicità e modi di fare diversi. Un altro film che mi è piaciuto molto è stato “Humanism”, di cui abbiamo fatto l’anteprima a Londra ed è una co-produzione inglese e avrà risvolti italiani. È un film in bianco e nero esistenzialista e c’è stata anche una mia trasformazione fisica, infatti ero liscia, e ho dovuto lavorare molto sulla profondità del mio personaggio. È sempre bello interpretare ruoli psicologici e profondi, simili ai prodotti di Michel Gondry, in cui si crea un piccolo mondo onirico e visionario dove si attinge ad un livello comunicativo interpersonale più profondo. Mi piace molto indagare sulla complessità di ognuno di noi.

C’è una domanda che non ti hanno mai fatto durante un’intervista ma che avresti voluto ti facessero?

Sicuramente avrei voluto parlare più dell’aspetto psicologico dei personaggi e dell’amore che ho verso i ruoli complessi. Poi avrei voluto approfondire maggiormente il mio desiderio di far rivivere qualcosa di artistico, sportivo e musicale.

Ci sono nuovi progetti che vorresti presentare?

A breve uscirà una commedia ma preferisco parlarne più avanti…

Se potessi scegliere di rubare un ruolo ad una tua collega di un film o di una serie tv, quale sceglieresti?

Sicuramente ruberei a Natalie Portman il personaggio di Nina Sayers ne “Il cigno nero”, essendo un’amante della danza, oppure a Margot Robbie quello di Harley Quinn in “Suicide Squad”. Carl Jung diceva: “In ognuno di noi c’è un altro che non conosciamo”. Io farei vivere cento mie personalità che non conosco ma che invece sono da scoprire.

Questo portale si chiama “La voce dello schermo”. Cosa significa per te ascoltare la voce dello schermo?

Significa ascoltare la voce di ognuno di noi. Siamo molto più simili di quanto possiamo immaginare e quando ascolti la voce di qualcun altro ti puoi solo riconoscere perché siamo fatti tutti delle stesse gioie, paure, fragilità, felicità e sorrisi. Per me, dunque, significa ascoltare gli altri per ascoltare meglio sé stessi.

Di Francesco Sciortino

By lavocedelloschermo

Francesco Sciortino, giornalista pubblicista dal 2014, appassionato di serie tv, cinema e doppiaggio. In passato cofondatore della testata online “Ed è subito serial”.

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