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Intervista ad Aurora Ruffino: “In ‘Noi’ esploro le emozioni di una madre che cambiano nel tempo” L'attrice presenta il personaggio di Rebecca Peirò e la fiction che andrà in onda da domenica su Rai 1 con protagonisti lei, Lino Guanciale, Dario Aita, Claudia Marsicano e Livio Konè.

Mar 3, 2022

Domenica 6 marzo debutta su Rai 1 l’attesissimo “Noi”, remake italiano della fortunatissima “This is us”. Tra i protagonisti della versione nostrana ci sono Lino Guanciale, Aurora Ruffino, Dario Aita, Claudia Marsicano e Livio Konè. Abbiamo intervistato il volto femminile di “Noi”, Aurora Ruffino. L’attrice ci ha presentato il personaggio di Rebecca Peirò, un ruolo non semplice da interpretare sia perché abbraccia quattro decenni, sia per le difficoltà emotive che si celano dietro Rebecca. Una vera e propria sfida interpretativa che ha  evidenziato una vera e propria maturità artistica della giovane attrice. A voi.

Salve Aurora. Benvenuta su “La voce dello schermo”. Domenica parte “Noi”, interpreti Rebecca. Quali aspetti hai amato maggiormente del tuo personaggio?

Salve a tutti. È difficile descriverli brevemente, perché ho avuto la possibilità di interpretarla nell’arco di quasi quarant’anni. Inizio a vestire i suoi panni nel 1980 e finisco nel 2018, dai 20 ai 60 anni più o meno. Mi ha trasmesso emozioni indescrivibili. A vent’anni è anticonvenzionale, ribelle, ama la musica e sogna di girare il mondo. Poi tutto cambia quando incontra Pietro e diventa madre a trent’anni. Si riscopre una madre amorevole e premurosa. A quarant’anni vive una crisi perché i figli diventano adolescenti e non hanno più bisogno di lei. A sessant’anni è invece una donna consapevole, ma che porta dentro di sé dei sensi di colpa per delle scelte sbagliate che ha fatto in passato. Da donna è stato un processo interessantissimo da affrontare.

Cosa ti ha lasciato un personaggio così complesso?

Inizialmente, quando ho cominciato a girare, provavo una sorta di rifiuto importante verso la maternità, perché quello che vive lei è molto forte e doloroso. Tuttavia, alla fine della serie, dopo aver girato con bambini, adolescenti e figli adulti è riaffiorato in me quel desiderio di diventare mamma e si è ripresentato più forte di prima. Posso dire dunque che l’aspetto più grande che mi ha lasciato questo ruolo è appunto il desiderio di diventare mamma.

Come hai affrontato il fattore “remake”? Hai attinto da Mandy Moore?

In realtà non ho preso spunto da Mandy Moore. Non è la prima volta che interpreto un ruolo in un remake e non ho mai studiato da quello che hanno già fatto gli altri, perché credo limiti tantissimo la parte creativa dell’essere attore. Sono una persona molto istintiva, cerco di interpretare un personaggio sulla base di ciò che leggo e senza pensare a cosa sia stato fatto dall’altra parte della scena. È stato importante per me distaccarmi perché questa è la nostra versione, è un po’ come quando si reinterpreta “Romeo e Giulietta” a teatro. In base alla storia raccontata, si cerca il proprio modo di interpretare un ruolo, una storia e una propria visione ed è il lavoro che abbiamo fatto noi su questa serie.

Com’è stato condividere il set con Lino Guanciale?

È straordinario, un attore fantastico, un uomo meraviglioso, ma una delle sue più grandi qualità è la generosità che lo contraddistingue. Desidera per gli altri il meglio e, anche quando non è inquadrato, dà il massimo affinché anche i colleghi realizzino al meglio il proprio lavoro.

Tu sei praticamente cresciuta sul set, ti abbiamo conosciuta con dei ruoli adolescenziali e ti ritroviamo a interpretare una donna, madre e in un arco temporale di quarant’anni. Quando pensi sia cresciuta Aurora?

In realtà sono cresciuta parallelamente a questo lavoro. Sono ormai tredici anni che lo faccio e sono maturata sia professionalmente che umanamente assieme alla recitazione e a ogni personaggio che ho interpretato. Non credo ci sia un momento particolare dove mi sono detta “mi sento più grande rispetto a ieri”. È stato un processo simile al movimento della Terra, magari non ce ne accorgiamo ma in realtà si muove nell’insieme. Più che un cambiamento c’è stato un vero e proprio processo nel tempo.

Di Francesco Sciortino

By lavocedelloschermo

Francesco Sciortino, giornalista pubblicista dal 2014, appassionato di serie tv, cinema e doppiaggio. In passato cofondatore della testata online “Ed è subito serial”.

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