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Intervista a Elvira Camarrone, la star del nuovo film Netflix “Sulla stessa onda” “Molto più di un teen drama”, è così che Elvira definisce Sulla stessa onda, il nuovo progetto Netflix tutto italiano in uscita il 25 marzo.

Mar 25, 2021

Il 25 marzo sarà disponibile su Netflix Sulla stessa onda, il debutto alla regia di Massimiliano Camaiti con protagonisti Elvira Camarrone e Christian Roberto.

Definito da una delle sue protagoniste come “molto più di un teen drama”, Sulla stessa onda racconta la storia d’amore di due adolescenti, Sara e Lorenzo, sullo sfondo di una soleggiata Sicilia, all’insegna del divertimento in vela ma anche di profonde emozioni.

Abbiamo fatto una chiacchierata con Elvira, talentosa attrice emergente, riguardo la sua carriera, le sue passioni e quanto sia importante la voce dei giovani!

 

Ciao Elvira, benvenuta su La Voce Dello Schermo! Prima di tutto come stai? Come stanno andando le varie interviste su zoom? Immagino sia un bel cambiamento…

Ciao, tutto bene! Anche se stiamo facendo tutto da remoto devo dire di starmi trovando bene, ci siamo abituati a questa nuova condizione, essendo l’unico modo per continuare a fare qualcosa e non stare fermi. Mi aspettavo molto peggio, in realtà sta andando tutto benissimo!

Parliamo subito del tuo nuovo progetto, Sulla Stessa Onda, in uscita il 25 marzo. Parlaci un po’ del film e del personaggio che interpreti, Sara. Immagino tu sia emozionata all’idea di approdare su una piattaforma così importante.

Sono veramente molto legata a questo progetto, perché fin dai primi provini ho percepito una grande somiglianza tra me e Sara, il che mi ha fatta legare subito a lei. In più si sono creati veramente dei bei legami con la troupe e il cast. Io e Christian siamo diventati molto amici nella vita reale, ci sentiamo sempre, e anche con il regista, Massimiliano Camaiti. Questo è il mio primo progetto da protagonista, pur avendo avuto altre esperienze sia in teatro che al cinema, è la prima volta che mi trovo a lavorare per una piattaforma con una visibilità così grande, quindi la cosa mi emoziona particolarmente. Sono contenta di aver fatto parte di questo progetto anche perché è girato in Sicilia. Io sono palermitana e non è scontato che delle produzioni vengano da noi per girare qualcosa che non sia incentrato per forza sulla mafia, ma che si concentrino anche su tutto ciò che c’è di bello, quindi sono contenta di aggiungere qualcosa che magari le persone non hanno mai visto o danno per scontato.

Fin dal trailer si evince che le tematiche principali siano l’amore adolescenziale, tendenzialmente libero e spensierato, e il rapporto con qualcosa di più grande dell’individuo, come potrebbe essere una malattia, e quindi la conseguenza di crescere un po’ troppo in fretta. Come hai lavorato, insieme a Christian Roberto, la tua controparte, nel rendere il più veritiera possibile questa contrapposizione?

È una domanda molto interessante, e soprattutto è un discorso molto ampio, perché come accennavo prima, io e Christian abbiamo sviluppato una forte amicizia anche fuori dal set, ma all’inizio, non conoscendoci, avrebbe potuto sembrare tutto molto più difficile. Siamo stati avvantaggiati perché abbiamo avuto una forte complicità fin dai primi momenti nei provini, un’energia che non ci spiegavamo nemmeno noi. La preparazione effettiva è avvenuta un mese prima delle riprese, abbiamo parlato con Massimiliano, discutendo della psicologia dei personaggi, provando le scene e seguendo corsi di vela per prepararci al meglio. La cosa che ci ha uniti maggiormente è che alla fine siamo diventati un po’ i nostri personaggi e questo ci ha dato una grandissima spinta e un grandissimo aiuto a dare il meglio. Nel film ci sono la tematica fondamentale dell’amore ma anche quella del rapporto con la malattia, che li porta a crescere molto più velocemente perché non ti aspetti che una cosa del genere possa accadere a un’età così prematura. Abbiamo quindi studiato i comportamenti dei nostri personaggi, come si rapportavano tra loro e con la malattia ed è stato sicuramente difficile ma anche molto bello perché tutte le emozioni che abbiamo provato erano vere, non c’era nulla di fittizio o troppo strutturato. Tanta preparazione ma anche tanta spontaneità, insomma.  

Nel film vi vediamo anche alle prese con uno sport un po’ inusuale, come la vela. Com’è stato imparare? Avevate già esperienze pregresse oppure vi siete buttati?

Essendo entrambi siciliani non è stato nulla di forzato, perché l’amore per il mare è una cosa un po’ innata, nonostante nessuno dei due avesse mai fatto vela. Le lezioni sono arrivate a essere un momento di svago e divertimento. Il nostro insegnante era un ragazzo giovane, quindi tra coetanei ci divertivamo moltissimo. La mattina la passavamo alle prove e il pomeriggio a lezione di vela. Ci ha aiutati a scaricare la tensione, oltre che a imparare qualcosa per il ruolo.

Ti va di raccontarci un aneddoto divertente riguardo le vostre avventure in barca?

Sicuramente il linguaggio della vela è molto divertente, perché può suonare strano ad un orecchio esterno, tutti questi termini come strambare, cazzare la scotta, quindi io e Christian ci prendevamo in giro a vicenda quando non riuscivamo a fare dei passaggi o a controllare la barca dopo che l’insegnante ci aveva detto che sarebbe stato facilissimo farlo.

Parliamo un po’ di te, quando hai capito che volevi fare l’attrice? Ti si è accesa la lampadina o è stato un percorso graduale?

È stata una cosa graduale, ma allo stesso tempo un qualcosa che ho sempre saputo. Quello che mi piace raccontare è che tutti i bambini sognano in grande, e tante bambine dicono di voler fare le attrici o le ballerine, però poi si cresce e si inizia a interessarsi anche ad altro, si moltiplicano le opzioni quindi poi magari il sogno che avevi da bambina viene un po’ messo da parte, cosa che a me non è successa, perché fin da subito ho detto che avrei voluto fare questo lavoro, guardavo un sacco di film, mettevo su delle recite con mia cugina esibendomi davanti ai parenti…  e ho capito presto che quello era il mio mondo e che avrei voluto essere nei panni degli attori che vedevo sullo schermo.

I tuoi genitori come hanno reagito?

I miei genitori sono stati molto bravi a tutti i piccoli segnali quando ero piccola e mi hanno sempre supportata, iscrivendomi a un corso di recitazione quando avevo 10 anni. Successivamente, quando avevo 12 anni, sono stata scelta per il mio primo ruolo al cinema e ho continuato anche con il teatro, da sempre un grande amore e una parte del mio lavoro che non voglio trascurare, anzi. Poi è arrivato il progetto di Sulla stessa onda, che mi ha colta alla sprovvista perché inizialmente non mi rendevo conto della sua portata, anche perché penso che ormai sia un po’ il sogno di tutti gli attori quello di approdare su Netflix, per giunta da protagonisti. Una volta passata l’incredulità ho subito preso consapevolezza di ciò a cui andavo incontro e ho capito che ci avrei dovuto mettere tutta me stessa, come infatti è stato, sperando di non aver deluso le aspettative di nessuno, ecco.

Nel 2015 hai partecipato a Era d’estate, ti va di raccontarci com’è stata l’esperienza su quel set? 

Era una cosa molto nuova, ricordo benissimo perché è una di quelle cose che non pensi ti accadrà più nella vita quindi cerchi di prendere il più possibile. È stata una cosa un po’ casuale, anche se a me non piace lasciare le cose al caso, penso che siamo tutti un po’ artefici del nostro destino. È stato molto divertente, mi sono trovata fin da subito a contatto con grandi attori come Massimo Popolizio, Beppe Fiorello, Valeria Solarino, Claudia Potenza… tutti attori con grande esperienza alle spalle e io li guardavo con gli occhi a cuoricino, erano una grande fonte di ispirazione sia per quanto riguarda la tecnica attoriale, ma anche dal punto di vista personale, perché sono bellissime persone. Mi ricordo che Massimo Popolizio, che è anche il doppiatore italiano di Voldermort nella saga di Harry Potter, faceva degli scherzi a noi ragazzi spaventandoci usando quella voce e facendoci ridere. Ho tanti bei ricordi di quel periodo.

Ora che abbiamo parlato del tuo passato, parliamo del tuo futuro, dove ti vedi ipoteticamente tra 5 anni? Ci sono dei ruoli, o dei tipi di ruoli a cui punti di più, oppure ti fai trascinare più dal quel che succede? 

Sono una persona a cui non piace saltare le tappe. Sicuramente sono molto proiettata sul presente al momento, anche perché sto vivendo un momento unico che penso sarà fondamentale per il mio futuro, quindi sono concentrata su questo. Mi piacerebbe continuare a studiare, e a esibirmi su un palcoscenico. Continuare a fare questa vita, insomma, sognare in grande.

C’è qualcuno in particolare con cui vorresti lavorare?

Sono una grande fan di Woody Allen, uno dei miei film preferiti è Midnight in Paris, adoro il fatto che trovi sempre un modo per intrufolarsi sui set e scriversi delle parti nei suoi film, credo sia geniale.

Se potessi “copiare” la carriera di qualche personaggio famoso, attrice o attore, chi sceglieresti? Insomma, chi sono le tue ispirazioni?

È difficile scegliere solo una persona, prendo ispirazione da tanti attori, non mi piace dire di averne solo uno preferito. Penso di poter imparare qualcosa da tutti, da Audrey Hepburn a Millie Bobby Brown, attrice giovanissima, da Leonardo di Caprio a Timothée Chalamet. Al momento quella che sto seguendo di più nell’ultimo periodo è Nicole Kidman, penso di essere stata influenzata dal set di Era d’estate perché tutti mi chiamavano “la piccola Nicole Kidman” e a me emozionava tantissimo, da lì ho iniziato a seguirla e imparare dalle sue tecniche fino a quando nel 2019, lavorando a Sulla stessa onda, il nostro acting coach ha utilizzato un manuale scritto dall’acting coach di Kidman, dove spiegava tutte le tecniche usate per prepararla.

Com’è il tuo rapporto con film e serie tv, al di là del lavoro? Insomma, vista la situazione e il fatto che siamo tutti più o meno bloccati a casa, dicci cosa stai guardando in questo periodo!

Essendo molto giovane, è chiaro che mi piacciano i prodotti indirizzati alla mia età. Al momento sto seguendo Ginny e Georgia, sono al secondo episodio, ma in generale penso che su Netflix tu possa trovare qualsiasi cosa, dalle serie tv ambientate nell’800 a The Crown, a Prison Break, Vis a Vis, Riverdale, non ho un genere preferito al momento, anche se sono una fanatica dei teen drama!

Arriviamo alla domanda di rito del nostro portale, che si chiama appunto La Voce Dello Schermo. Cosa significa per te ascoltare la voce dello schermo?

Credo che molte volte, soprattutto alla mia età, si diano tante cose per scontate, e al giorno d’oggi penso che qualsiasi schermo, che sia della tv, del cinema, o addirittura le storie di Instagram, sia in grado di farti riflettere su delle cose che di norma noi tralasceremmo. È una cosa fondamentale, perché la gente della mia età oggi non sta più tanto sui libri, non approfondisce, non legge tanti articoli, però viene attratta e colpita da quella che è “la voce”, una sorta di contatto virtuale, quindi credo assuma un ruolo fondamentale sotto questo punto di vista.

Ti senti di indirizzare i giovani su una voce in particolare? Ad esempio un attore o attrice, che, al di là della propria carriera attoriale, sta facendo un percorso che ti piace e che a cui ti ispiri? Oppure un influencer che segui con passione?

Banalmente, penso che Chiara Ferragni stia facendo un grande lavoro sui social, portando alla luce tematiche di cui non si parla ancora spesso in Italia, come quelle sui diritti umani. Mi piace il fatto che abbia una mentalità molto aperta e che si metta a nudo con i suoi follower, cercando di essere il più trasparente possibile e mandando messaggi molto importanti. Si rende conto del potere che ha e lo sfrutta in senso positivo, per riuscire ad arrivare a più persone possibili e regalare oltre a riflessioni importanti anche momenti di spensieratezza e gioia.

Sulla stessa onda è disponibile su Netflix a partire dal 25 marzo.

 

di Elvira Bianchi

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