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Intervista a Maddalena Stornaiuolo: “La tv non può sostituire figure importanti come i genitori o gli educatori. ‘Mare Fuori’ riesce sempre a sorprendere”. Maddalena Stornaiuolo si racconta su “La voce dello schermo” ripercorrendo la propria carriera da attrice, divisa tra “Mare Fuori” e “La Scugnizzeria”.

Feb 6, 2024

La voce dello schermo prosegue il suo viaggio all’interno di “Mare Fuori”. La quarta stagione della serie diretta da Ivan Silvestrini e prodotta da Picomedia (Roberto Sessa) è online su RaiPlay da giovedì 1° febbraio e sta già frantumando ogni record di visualizzazione. Nelle prime dodici ore ha infatti ottenuto ben 2,5 milioni di visualizzazioni e successivamente ha addirittura superato i 13 milioni di visualizzazioni. Abbiamo intervistato Maddalena Stornaiuolo, che nella serie interpreta l’educatrice Maddalena. L’attrice ha parlato del successo della serie, degli aspetti che ama del suo personaggio, del suo impegno sul territorio di Scampia, grazie alla Scugnizzeria, polo culturale che è riuscito, con il cortometraggio “Sufficiente”, a ottenere tantissimi riconoscimenti, tra cui il Nastro D’Argento. A voi…

*Foto di Sabrina Cirillo

Salve Maddalena, benvenuta su “La voce dello schermo”. Partiamo dai nuovi episodi di “Mare Fuori”, che Maddalena vedremo?

Salve a tutti, grazie. Sicuramente vedremo una Maddalena molto più consapevole delle storie che si celano dietro quella che è la maschera che rappresenta i detenuti dell’IPM. Abbiamo visto, nella scorsa stagione, Maddalena nel momento in cui Viola minacciava di voler gettare, giù dal terrazzo, la piccola Futura. Quest’anno la vedremo più attiva, alle prese con una vicenda complicata che riuscirà a risolvere. È molto più coraggiosa e mostra più sangue freddo rispetto al passato. Nonostante tutto, però, non abbandonerà il cuore gentile che l’aveva caratterizzata durante la terza stagione ma, quando sarà il momento, lo metterà da parte.

Quali sono gli aspetti che ti affascinano della serie e del tuo personaggio?

Sicuramente l’empatia, non è una secondina, è molto attenta anche alle esigenze dei ragazzi. Non significa chiudere un occhio, ma cercare di accoglierli e di provare a portarli sulla strada giusta con una modalità differente rispetto all’ordine e al comando. Utilizza una strategia diversa e riesce a ottenere i propri risultati.

Come rispondi alle critiche che sostengono che “Mare Fuori” non sia un prodotto educativo per i ragazzi?

Non penso che la tv debba essere per forza educativa e sottrarsi alle figure genitoriali o di riferimento come quelle scolastiche o similari. Quando si guarda un prodotto cinematografico o televisivo si deve comunque analizzarlo con occhio critico perché, per quanto ispirato alla realtà, si tratta sempre di finzione e di romanzare alcune situazioni per renderle più accessibili al veicolo televisivo o cinematografico. Quello che consiglio, se il pubblico è più giovane, di guardare la serie con un genitore o con un adulto in grado di spiegare che non bisogna prendere esempio dai personaggi negativi ma soprattutto serve capire cosa abbia portato quei personaggi a diventare così e cosa bisogna fare per evitare che diventino così anche altre persone in futuro.

La quarta sarà una stagione all’insegna di…

Di tantissime novità, a partire dal cast e da situazioni spiazzanti. In questi mesi sono state fatte tantissime teorie sul finale della terza e nessuno ha indovinato. Secondo me l’aspetto più interessante della serie è proprio il riuscire a sorprendere sempre. C’è un lavoro di scrittura importante e una bella squadra dietro.

*Foto di Sabrina Cirillo

Perché secondo te “Mare Fuori” è così amata dal pubblico?

Credo siano diversi i fattori che contribuiscono al successo della serie, a partire dalla sceneggiatura, c’è un cast molto forte e una regia che permette agli interpreti di avere grande spazio. Ivan Sivestrini è un regista che ti permette di esplorare molto, dai protagonisti ai secondari, ed è molto attento ai dettagli. Il pubblico, inoltre, si identifica molto nelle storie dei vari personaggi, perché ti conquistano, in un modo o nell’altro, e raccontano di ragazzi e di vicende personali. L’immedesimarsi con questi personaggi porta il pubblico ad andare avanti nella visione, a voler scoprire cosa accade nelle loro vite e a sperare che quel mare fuori possa effettivamente esserci per loro.

Cos’è per te O’ mar for?

È la speranza che ognuno di noi ripone in ciò che desidera. Vivo in territorio che di speranza non ne ha vista tantissima, se non negli ultimi anni, e il mio desiderio più grande è quello di crescere mia figlia in un territorio che non è quello in cui sono crescita io alla sua età. Vedo tantissime persone che, insieme a noi, si stanno mobilitando per far sì che questo possa accadere. Sento dire sempre: “bisogna aspettare le istituzioni, dobbiamo aspettare che ci diano una mano”, ma noi non dobbiamo aspettare, ci dobbiamo dare da fare perché nel frattempo il tempo passa e la situazione rischia di non cambiare mai. Questa cittadinanza attiva che si sta creando attorno al territorio di Scampia mi fa ben sperare in questo “mare fuori”.

Parliamo de “La Scugnizzeria”…

È un progetto giovanissimo, è nato circa cinque anni e mezzo fa. È un fiorellino che sta crescendo piano piano. Sono molto contenta perché eravamo in sei il primo giorno di lezione e adesso abbiamo numeri importanti all’interno della struttura. Quest’anno, oltre al corso di recitazione, abbiamo inaugurato anche il corso di canto, che sta andando molto bene, e una doppia sede, che vedrà i nostri ragazzi calcare un vero e proprio palcoscenico e gli permetterà di svolgere diverse attività nell’arco della stessa giornata. È un progetto sempre in crescita, parte dalla scuola di recitazione ma è un polo culturale che raggruppa tantissime attività, come una casa editrice, un ospedale dei libri, una pizzeria con ragazzi disabili che preparano le pizze per i clienti. L’interesse che si sta creando attorno al progetto ci emoziona tantissimo e ci riempie d’orgoglio, infatti arrivano sempre più richieste anche da altri paesi del territorio.

Come gestite a volte le situazioni più complicate?

Cerchiamo il più possibile di mantenere la privacy, spieghiamo ai ragazzi che per noi sono tutti uguali e non ci sono differenze. Attraverso un rapporto d’amicizia che si crea, proviamo il più possibile a far comprendere che magari quei ragazzi hanno una situazione complicata a casa e bisogna stargli vicino e dargli una mano. Poi, grazie anche all’appoggio e alla comprensione delle famiglie, cerchiamo di ottenere dei risultati.

Non è un lavoro tanto differente da ciò che fa Maddalena…

Sì, infatti sono innamoratissima del mio personaggio e mi permette di esplorare, attraverso la recitazione, tutto quello che ho vissuto grazie all’associazionismo. Abbiamo visto situazioni complicate negli anni, siamo stati nel carcere di Vasto dove non c’erano minori ed è accaduto un avvenimento emozionante. A un certo punto si è alzato, dalla platea, un ragazzo che veniva a scuola con noi e non vedevamo dai tempi delle scuole medie. È stata un’emozione grandissima, perché eravamo quasi allo stesso banco e ci siamo resi conto di quanto sia facile per una persona prendere strade sbagliate, finendo dietro le sbarre. Noi ci trovavamo lì per svolgere un progetto in un istituto di pena. Nel vederlo, sono crollate tutte le certezze, perché non siamo stati in grado di comprendere che quel ragazzo aveva bisogno di un po’ di aiuto e di sostegno e ti rendi conto che certe volte l’atteggiamento da bulletto o l’aggressività nascondono una richiesta d’aiuto da parte sua. Siamo stati poco attenti a percepirlo e di fronte a certe situazioni pensi a come sarebbe andata se avessimo avuto un po’ di attenzione in più nei suoi confronti.

*Foto di Sabrina Cirillo

Tra l’altro il vostro “Sufficiente”, che hai diretto assieme ad Antonio Ruocco, vi ha dato grandi soddisfazioni, ottenendo anche un Nastro D’Argento…

Sì, “Sufficiente” era nato come un saggio, durante un corso di produzione cinematografica con il produttore Gianluca Arcopinto e il regista Vincenzo Marra. Mi ero iscritta per conoscere ancora di più questo mondo, ero determinata a  studiarlo. “Sufficiente” sarebbe dovuto essere il risultato finale di questo laboratorio. Quando mi sono cimentata alla regia, assieme ad Antonio Ruocco, mai ci saremmo aspettati che da un semplice saggio finale di fine corso sarebbe nato un prodotto che ci avrebbe regalato tantissime soddisfazioni. È stato presentato al Festival di Venezia, ha vinto ai Nastri D’Argento ed è andato in giro dappertutto. È un prodotto che ricordo con tanto orgoglio perché le cose inaspettate sono sempre le più belle.

Ci sono altre esperienze lavorative a cui sei più legata e perché?

Sicuramente “Gelsomina Verde”, un film in cui interpreto Gelsomina ed è diretto da Massimiliano Pacifico. È una storia vera molto cruda e brutta, durante una faida di famiglie a Scampia è stata uccisa tra la notte tra il 21 e 22 novembre in un modo brutale, le sono stati spezzati i polsi, le caviglie, le dita di mani e piedi, è stata bruciata all’interno della sua auto, le hanno sparato. È stata martoriata. Abbiamo provato a raccontare questa vicenda in questo film che porta il suo nome ed è stato complicato. Un conto è parlare di fatti di fantasia e un altro è raccontare fatti accaduti a pochi chilometri da te. È stato tosto, ma mi è servito tanto perché mi ha permesso di toccare corde lontane da me.

Questo portale si intitola “La voce dello schermo”, cosa significa per te ascoltare la voce dello schermo?

Seleziono tantissimo i prodotti che vedo, non mi piace guardare film o serie perché vanno di moda, ma li guardo cercando di capire se è un prodotto interessante, se è un prodotto valido e se è qualcosa di affine a me. La voce dello schermo non è qualcosa che si segue perché la seguono gli altri, ma per me è qualcosa di selezionato, significa guardare dei programmi che riescono ad arricchirmi, anche con la fantasia, che mi permettono di esplorare e di viaggiare.

 

Di Francesco Sciortino

By lavocedelloschermo

Francesco Sciortino, giornalista pubblicista dal 2014, appassionato di serie tv, cinema e doppiaggio. In passato cofondatore della testata online “Ed è subito serial”.

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