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Intervista a Selene Caramazza: “Noi donne dobbiamo far sentire la nostra voce” L'attrice, protagonista dello spot Rai contro la violenza sulle donne, si confida su "La voce dello schermo" in occasione della giornata contro la violenza sulle donne.

Nov 25, 2020

Oggi, 25 novembre, si celebra la giornata contro la violenza sulle donne. Purtroppo, ancora nel 2020, si parla troppo spesso di questo argomento  e su “La voce dello schermo” abbiamo provato a dare un segnale per confortare tutte le donne vittime di violenza e per spronarle a combattere affinché possano finalmente riprendere in mano le loro vite. Per l’occasione, abbiamo intervistato Selene Caramazza, attrice apprezzata in prodotti come “Il Cacciatore“, “Cuori Puri” e testimonial dello spot Rai contro la violenza sulle donne, che ha lanciato un messaggio importante a tutte le donne, invitandole a trovare il coraggio di rialzarsi. Selene ha fatto, inoltre, una riflessione sulla condizione attuale della donna nella realtà e al cinema e ha infine parlato delle sue recenti esperienze lavorative, da “Il commissario Montalbano” fino ad arrivare a “L’Ora“, la serie con Claudio Santamaria prossimamente in onda su Mediaset.

*Foto di Ivana Noto

Ciao Selene, ben ritrovata. Oggi, 25 novembre, è la giornata contro la violenza sulle donne. Sei protagonista dello spot Rai in onda per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della violenza contro le donne. Com’è stato per te fare da portavoce a un messaggio così importante?

Per me è stato un onore prendere parte ad un progetto che trasmette un messaggio così forte. Ho avuto la possibilità di raccontare, in immagini, una storia fra le tante che purtroppo si susseguono ancora oggi. Bisogna dire basta a tutto questo.

Cosa vorresti dire a tutte le donne durante questa giornata particolare?

Quello che mi viene da dire è abbiate coraggio e liberatevi denunciando quello che vi fa stare male. Non abbiate paura, non siete sole. È importante far capire che non siamo sole e che possiamo aiutarci a vicenda. Il sostegno è importante.

*Foto di Guido Stazzoni

Come pensi sia vista la donna ai nostri giorni nei film e nella vita reale?

Penso che la donna sia vista diversamente rispetto al passato, questo è evidente. La figura della donna è cambiata, ha acquisito nel tempo una maggiore rilevanza e spessore nella nostra società. Sono tante le donne che hanno fatto sentire la propria voce mostrando tutta la loro forza. È pur vero che tante cose non sono ancora cambiate, ma siamo tanto forti da non arrenderci mai. Nei film si è sempre mostrata una figura femminile libera e coraggiosa, in grado di raggiungere obiettivi importanti e di assumere un atteggiamentocontrocorrente.

C’è stato un ruolo in particolare che ti ha fatto riflettere sulla figura della donna?

Bella domanda, in realtà sono diversi i ruoli che mi vengono in mente. Fortunatamente attraverso il cinema si possono raccontare delle figure femminili forti e vere, mi viene in mente Anna Magnani in “Roma città aperta” , in cui interpreta una donna forte e combattente che sa di dover lottare per mangiare e sopravvivere. Rappresenta un simbolo di forza e coraggio. Dopo direi Matilda di “Leon”, una ragazzina già alle prese con la durezza della vita. È una giovane donna forte e tenace. Infine, Frances McDormand in “Tre manifesti a Ebbing, Missouri”, in cui interpreta una madre assetata di giustizia per la figlia. Una vera e propria guerriera.
Sono tutte donne che mi hanno fatto riflettere, perché si mostra una figura femminile piena di sfaccettature.

Di recente ti abbiamo vista ne “Il commissario Montalbano”, “Tutto il giorno davanti”, e “Bar Giuseppe” e “Paradise”. Raccontaci di queste  esperienze…

Sono state tutte esperienze molto importanti per me. Mi sono confrontata con personaggi molto diversi tra di loro.
Nel Commissario Montalbano, ho interpretato una ragazza degli anni 40, che ha subito una violenza da parte dei militari. Una storia cruda, piena di rabbia. In Tutto il giorno davanti invece ho interpretato una giovane assistente sociale alle prese con i migranti, mentre in Bar Giuseppe e Paradise ho interpretato madri alle prese con la difficoltà di crescere e di portare avanti una famiglia. È stato stimolante vivere dentro questi personaggi, così reali e quotidiani che rappresentano uno spaccato della società in cui viviamo.

Presto ti vedremo ne “L’Ora”, serie firmata Mediaset con Claudio Santamaria. Si può dire qualcosa a riguardo? In cosa pensi sarà diverso rispetto agli altri prodotti che trattano l’argomento “mafia”?

È un progetto a cui tengo molto. La regia è di Piero Messina, Ciro D’Emilio e Stefano Lorenzi e con uno splendido cast. Uscirà prossimamente, non posso dire molto, se non che questa volta la mafia sarà raccontata sotto un altro punto di vista. Per cui non ci resta che aspettare la messa in onda.

 

Dal buio alla luce – Rai from Daniele Brunelletti on Vimeo.

 

 

 

*Foto di copertina di Andrea Ciccalè

Di Francesco Sciortino

By lavocedelloschermo

Francesco Sciortino, giornalista pubblicista dal 2014, appassionato di serie tv, cinema e doppiaggio. In passato cofondatore della testata online “Ed è subito serial”.

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