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Gio. Apr 16th, 2026

Intervista ad Alice Azzariti: “Dire addio a Valentina in ‘Imma Tataranni’ è stato dolce e malinconico” L’attrice, che stiamo vedendo in queste settimane nella quinta e ultima stagione della serie con protagonista Vanessa Scalera, si racconta su “La voce dello schermo”.

Mar 16, 2026
Foto di Luca Pegorer

Ha debuttato l’8 marzo la quinta e ultima stagione di “Imma Tataranni – Sostituto procuratore”. La serie con protagonisti Vanessa Scalera, Massimiliano Gallo, Alice Azzariti e Barbara Ronchi si prepara a salutare il proprio pubblico nel migliore dei modi.
Abbiamo intervistato, su “La voce dello schermo”, Alice Azzariti che si è raccontata parlando del grande legame che si è creato con la serie e con Valentina, che ha rappresentato una parte importante della propria vita artistica e umana. L’attrice, infatti, ha confidato cosa ha significato dire addio al suo personaggio e cosa porterà nel cuore di questa esperienza. Oltre a parlare di “Imma Tataranni”, Alice ci ha regalato alcune considerazioni sul confine tra realtà e finzione nella recitazione, tra punti di forza e debolezze e sull’importanza di comunicare e di sentirsi liberi…

Foto di Luca Pegorer

Ha debuttato l’ultima stagione di “Imma Tataranni – Sostituto procuratore”. Quali aspetti hai amato maggiormente di Valentina?

Ho trovato una Valentina diversa, che si stacca da una famiglia sempre più in fase di rottura e che è affascinata dal mondo che circonda una fattoria ecosostenibile.

Valentina è ormai una seconda pelle per te. In che modo credi si crei uno scambio con lei?

Si crea sempre uno scambio tra me e lei. Valentina è una parte di me e albergano in lei delle mie caratteristiche.
Sicuramente Valentina mi ha dato un certo tipo di forma, di tenerezza e di delicatezza nella visione del mondo. Durante la prima stagione avevo diciassette anni. Mi ha accompagnata dall’adolescenza fino ai ventiquattro anni. Al contrario, io le ho dato un corpo, una voce e un carattere. C’è stato un bellissimo scambio.

Quando si interpreta un personaggio, quando finisce la realtà e inizia la finzione?

Dipende dai personaggi. Credo bisogna utilizzare un approccio leggero per portare un certo tipo di verità e per affrontare qualcosa in maniera realistica. Giocare e divertirsi con il personaggio ti riporta all’infanzia e allo stesso tempo a un certo tipo di concretezza. Si crea un interscambio tra verità e finzione. La realtà dà verità e concretezza, mentre la finzione porta a non prendersi sul serio e la recitazione è sempre un grande gioco affrontato in modo serio e con un approccio professionale.

Hai avuto modo di confrontarti con grandi professionisti all’interno di questa serie. Quali aspetti pensi di aver appreso da loro?

Massimiliano Gallo è un grande professionista e porta una grande leggerezza, energia e carica sul set. Vanessa è una persona molto centrata in quello che fa e ammiro la sua concentrazione. Vive ogni ciak come se fosse l’ultimo e mostra l’approccio tipico del teatro.

Valentina mostra alcune fragilità. Cosa rende fragile te e Valentina e quali sono, invece, i vostri punti di forza?

Per quanto mi riguarda, la mia fragilità è aver paura di mostrarmi vulnerabile. Un po’ mi spaventa espormi e l’idea di rimanere ferita. Il mio punto di forza è la mia resistenza. Cerco di dare il massimo in tutto ciò che amo, come accade per il cinema e per la recitazione perché penso che vengano prima di qualunque altra cosa. Valentina, invece, vive il confronto con la madre, perché nutre una grande stima ma anche un’insicurezza nei confronti di Imma. Il Punto di forza di Valentina, invece, è la sua dolcezza verso il prossimo e l’essere aperta verso gli altri. È un aspetto divertente perché la vulnerabilità può essere legata al concetto di dolcezza. Credo sia una mia debolezza, ma un punto di forza di Valentina! (ride ndr.) È la doppia faccia della stessa medaglia.

Hai mai avuto la paura del confronto con qualcuno?

Per quanto riguarda la recitazione, no. Se questo lavoro si affronta in maniera seria e con amore, il confronto con gli altri non deve essere mai argomento di paura ma uno spunto di crescita o per attingere qualcosa dall’altro. Forse da piccola ho vissuto un po’ il confronto con mio padre perché avevo più difficoltà nel leggerlo e cercavo più conferme. Adesso, invece, penso che il confronto riguardi soltanto me, la mia persona e i miei obiettivi. Ho delle aspettative sempre molto alte e mi fa paura non riuscire a confermarle. Tuttavia, credo che l’inciampo sia umano e normale.

In che momento ti senti di aver soddisfatto le tue aspettative?

Continuare a essere qui e a scegliere una strada come quella della recitazione è un grande atto di coraggio. Farlo per passione e andare incontro a tutto ciò che ne comporta è una cosa per la quale sono fiera e soddisfatta di me per non aver avuto paura di scegliere.

Sarà l’ultima stagione della serie. Com’è stato dover dire addio a Valentina?

È stata una dolce carezza. È stato molto triste, un po’ come un lutto, ma lo si accetta in maniera sana perché con lei siamo state assieme per tanto tempo e abbiamo condiviso tanto. È stato un addio dolce e malinconico.

Tre cose che ti porterai dietro da Valentina?

Lo sguardo verso il mondo, l’amore per la sua famiglia e verso gli altri e la sua vita nel quotidiano ovvero tutto il suo mondo di interessi come l’essere attivista, l’amore per la cucina e per la nonna paterna.

Come ti vedi dopo “Imma Tataranni” e come ti piacerebbe evolverti artisticamente?

Vorrei continuare a recitare e farlo nel migliore dei modi. Mi piacerebbe fare qualche film in ambito cinematografico, ma soprattutto avere modo di esprimermi a prescindere.

Com’è andata la tournée a teatro? Cosa hai amato del palco?

Abbiamo portato in scena “Le tre sorelle”, poi il “Macbeth” e quest’anno stiamo lavorando su “Il gabbiano”. Siamo molto contenti. Ho amato il “qui e ora”, il fatto di non poter ripetermi, di continuare nell’improvvisazione e che non si ha modo di stoppare la scena e di rifarla.

Che sensazioni ti trasmette il palco?

Mi permette di poter essere libera.

E la recitazione?

La possibilità di comunicare e se si unisce alla libertà è tutto ciò che mi appartiene.

Cosa significa essere liberi per te?

Saper dire di no, rifiutare, essere consapevoli di ciò che si vuole, di ciò che si sta facendo e senza mancare di rispetto al volere dell’altro.

Di Francesco Sciortino

By lavocedelloschermo

Francesco Sciortino, giornalista pubblicista dal 2014, appassionato di serie tv, cinema e doppiaggio. In passato cofondatore della testata online “Ed è subito serial”.

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