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Gio. Apr 16th, 2026

Intervista a Giovanna Sannino: “Vivere le complessità di Carmela in ‘Mare Fuori’ è stato un regalo. Il teatro è una forma d’amore” L’attrice si racconta su “La voce dello schermo” parlando delle nuove puntate della serie, del suo amore per il teatro e di altre curiosità che la riguardano.

Mar 12, 2026
Foto di Alfonso Maria Salsano

In attesa della messa in onda in chiaro su Rai 2, sono disponibili dall’11 marzo su RaiPlay i restanti sei episodi della sesta stagione di “Mare Fuori”. La serie diretta da Beniamino Catena e Francesca Amitrano e prodotta da Picomedia in collaborazione con RaiFiction è tornata, infatti, a stupire il proprio pubblico con nuove avventure e nuovi protagonisti.
Uno dei personaggi che, negli anni, ha vissuto una grande evoluzione è sicuramente Carmela, complice anche una grande interpretazione di Giovanna Sannino. Partita in punta di piedi durante le prime stagioni, l’attrice è diventata grande protagonista degli ultimi anni e ha saputo rendere il complesso mondo di Carmela e le sue innumerevoli sfaccettature.
Abbiamo intervistato, su “La voce dello schermo”, proprio Giovanna Sannino che si è raccontata parlando della via del male che Carmela ha deciso di seguire e del punto di svolta che, secondo lei, ha segnato il suo personaggio. L’attrice ha definito Carmela “una donna simbolo dell’abbandono” e ha ricordato quanto sia stato importante e gratificante per lei interpretarla. Oltre ai nuovi episodi di “Mare Fuori”, l’attrice ha parlato del suo grande amore per il teatro, in cui è impegnata nello spettacolo teatrale “I promessi suoceri”; delle grandi opportunità che le ha offerto il palcoscenico e di quanto sia importante per lei evolversi artisticamente e non porsi limiti…

Foto di Sabrina Cirillo

Abbiamo visto Carmela, durante le stagioni, trasformarsi da vittima a carnefice. Che effetto ti ha fatto raccontare la sua storia nel tempo? Da attrice, interpretarla quali opportunità ti offre?

Vedere Carmela crescere insieme a me è sicuramente un regalo che la vita mi ha riservato. Portare avanti un personaggio per così tanto tempo è una prova artistica non da poco: bisogna stare dietro ai cambiamenti mantenendo sempre una coerenza con ciò che è stato prima. Mi ha dato sicuramente modo di approfondire quanto più possibile il personaggio attraverso gli anni e di ritrovarlo cresciuto passo dopo passo insieme a me.

Secondo te, perché potere e vendetta hanno avuto la meglio su di lei e non le è stato riservato finora un riscatto positivo come accaduto ad altri personaggi?

Penso che, a un certo punto, il personaggio avrebbe potuto avere una strada alternativa a quella del male, ma parliamo forse della quarta stagione. Dopo c’è stato un percorso in discesa verso gli inferi. Carmela è un personaggio simbolo dell’essere abbandonati ed è difficile trovare la via in un contesto arido.

Sei impegnata a teatro con lo spettacolo “I promessi suoceri”. Cosa ti ha e ti sta regalando il palcoscenico? Perché lo ami?

Sono nata artisticamente sul palco, ogni sera è un’esperienza a sé e spero di non abbandonarlo mai perché credo che sia allo stesso tempo formazione e messa in scena più alta per un attore. Con Paolo Caiazzo ho avuto la possibilità, grazie alla sua fiducia in me, di cimentarmi in un ruolo tutto nuovo, che potesse essere lontano dallo stereotipo che mi portavo dietro e fuori dalle corde che avevo toccato fino a quel momento. Il teatro è magia e una condivisione immediata tra pubblico e attori, tra attori e tecnici che lavorano insieme. È una forma di amore e per tutto il tempo dello spettacolo si condivide qualcosa per il semplice gusto di respirare insieme.

Se ripensi ai tuoi inizi, cosa hai capito nel tempo riguardo la recitazione?

Oltre a una crescita mentale, c’è quella anagrafica che non è da sottovalutare. Quando mi dicevano che questo mestiere ha bisogno di esperienze spesso ci rimanevo male perché credevo mi stessero dicendo che non fossi ancora pronta per un mondo come quello della recitazione. Poi ho capito che ogni cosa accade a suo tempo. È sicuramente un lavoro che corre, che non ha giorni liberi e che conosce tanti compromessi. È un mondo da affrontare con consapevolezza, responsabilità e cautela e questo l’ho imparato sulla mia pelle. Oggi capisco il perché di quelle parole passate.

Foto di Sabrina Cirillo

Dove vuole arrivare artisticamente Giovanna?

Mi piace pensare che non so dove arriverò e che non c’è limite a questa strada. L’arte è infinita e vorrei considerare la mia vita in questo modo.

Se fossi una giornalista che domanda faresti a te stessa?

Mi chiederei “le cose non dette”, volendo citare Muccino.

Questo portale si intitola “La voce dello schermo”. Cosa significa per te ascoltare la voce dello schermo?

È un megafono e una grande lente di ingrandimento. Credo che oggi sia un po’ passata la voglia di far sentire la nostra voce, ma tutti noi abbiamo qualcosa da dire, un giudizio da dare e molto spesso più che un giudizio è una critica gratuita. Quindi forse oggi la cosa più bella sarebbe raccontare storie senza avere il bisogno di sgomitare tra la gente e imporre per forza il proprio ruolo. Credo che le cose più grandi si facciano nel silenzio, non serve sempre dire la propria.

Di Francesco Sciortino

By lavocedelloschermo

Francesco Sciortino, giornalista pubblicista dal 2014, appassionato di serie tv, cinema e doppiaggio. In passato cofondatore della testata online “Ed è subito serial”.

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