Breaking
Dom. Feb 8th, 2026

Intervista a Brunella Cacciuni: “Serie tv come ‘La preside’ possono aiutare i ragazzi a scegliere la strada giusta” L’attrice si racconta su “La voce dello schermo” presentando “La preside”, il personaggio di Marita e ricordando le altre esperienze significative della propria carriera.

Gen 12, 2026
Foto di Marcello Merenda

Lunedì 12 gennaio arriva su Rai UnoLa preside”, nuova fiction diretta da Luca Miniero con protagonista Luisa Ranieri nei panni di Eugenia Liguori, personaggio che trae ispirazione dalle vicende di Eugenia Carfora, una preside a cui viene assegnato l’arduo compito di ristabilire un ordine nell’Istituto Morano di Caivano, scuola abbandonata tra degrado e criminalità. Oltre a Luisa Ranieri, la serie vede protagonisti giovani e talentuosi attori come Ludovica Nasti, Brunella Cacciuni e Francesco Zenga.
Abbiamo intervistato – su “La voce dello schermo”, Brunella Cacciuni – attrice molto amata dal pubblico e che abbiamo conosciuto in film come “Desiré”, “Piano Piano” e “In fila per due”. Brunella si è raccontata presentandoci la nuova serie di Rai Uno, Marita e confidandoci le emozioni e le responsabilità avvertite nell’interpretare una ragazza intrappolata all’interno di una relazione tossica. Oltre a parlare de “La preside”, Brunella ci ha raccontato come sia riuscita a conciliare recitazione e danza e altre curiosità sul suo conto. A voi.

Foto di Marcello Merenda

Dal 12 gennaio ti vediamo ne “La preside”, cosa hai amato di questa esperienza?

È un set che mi ha conquistata per tantissimi aspetti. È stato molto stimolante avere la possibilità di lavorare con attori di grande spessore come Luisa Ranieri, Enzo Casertano e Alessandro Tedeschi. Inoltre, sono nati dei rapporti molto belli con tutti i compagni di set. È stato bello confrontarsi con altri ragazzi che condividono la tua stessa passione e i tuoi sogni.

Interpreti Marita, una ragazza intrappolata all’interno di una relazione tossica…

Sì, è stata una sfida importante dal momento che è un argomento molto attuale e credo che non se ne parli mai abbastanza. Bisognerebbe affrontare più spesso temi del genere e prestare attenzione quando si rimane intrappolati in relazioni di questo tipo. Spero di mandare un messaggio attraverso la storia di Marita perché alcune ragazze hanno bisogno di aprire gli occhi e di salvarsi da queste situazioni. Il ragazzo di Marita viene definito ‘il malessere’ e trovo necessario far comprendere che non è normale essere possessivi e controllare l’altra persona. Leggiamo tante tragedie a riguardo e dobbiamo impedire che accadano.

Come ti sei preparata per interpretarla?

Fortunatamente non ho mai avuto relazioni di questo tipo e non avevo idea di come si potesse comportare una ragazza che ha vissuto queste esperienze. Mi sono confrontata con diverse ragazze e l’aspetto che mi ha sconvolto maggiormente è stato scoprire che loro, data la manipolazione a cui erano sottoposte, all’inizio pensavano che fossero comportamenti giusti. Diventa importante, dunque, avere dei punti di riferimento che riescano a salvarti, come la famiglia, le amiche o altre figure, come accade a Marita che vede nella preside un’ancora di salvezza.

Come dovrebbero essere sensibilizzate le persone a riguardo?

Bisognerebbe fare sempre più informazione attraverso tutti i mezzi che abbiamo, dalla tv ai social. Credo che raccontare la propria storia e quello che hanno passato sia uno strumento efficace per arrivare al pubblico e salvare altre persone. Sono stata molto onorata di interpretare un personaggio del genere e cerco di mandare un messaggio agli spettatori raccontando la storia di Marita.

Come ti ha fatto sentire raccontare lo stato d’animo di Marita?

È importante stare in ascolto con il personaggio e con la situazione che vive. In una scena con la preside in cui ho pianto, ero così immersa in Marita che per riprendermi ci ho messo diverso tempo. Mi ha toccato particolarmente perché ho pensato che se mi ha fatto stare così male una situazione che non ho passato e che ho vissuta tramite un personaggio, non oso immaginare cosa abbiano provato le persone che l’hanno vissuta sulla propria pelle.

Com’è stato aver avuto Luisa Ranieri come collega?

È un’attrice magistrale, inizialmente avevo un po’ di timore reverenziale nei suoi confronti. Tuttavia, quando mi sono trovata sul set con lei, è stata sempre molto carina e mi ha messo subito a mio agio. Mi ha fatto sentire una collega e sono rimasta molto colpita per l’umiltà che ha dimostrato. È una grande attrice, molto professionale, generosa e cordiale. Sono molto contenta e onorata di aver condiviso questa esperienza con lei.

Riguardo alle altre esperienze della tua carriera, quali sono quelle che ti hanno insegnato di più?

Sicuramente una delle esperienze più significative è stata “Desiré”, in cui ho interpretato una ragazza che era stata violentata dal padre, detenuta in un carcere minorile e che mi ha portato a girare a Nisida. Mi ha toccato molto, mi ha permesso anche di vivere il carcere e di avere a che fare con i detenuti. Credo sia importante salvare i ragazzi prima che commettano errori. È stata un’esperienza che mi ha fatto riflettere molto e non la dimenticherò mai.

Come pensi possano offrire degli insegnamenti prodotti come “La preside”?

Gli avvenimenti che raccontiamo sono romanzati, ma hanno un fondo di verità. A Caivano c’è dispersione scolastica, criminalità e diverse problematiche. Credo che per cercare di salvare questi ragazzi bisognerebbe unire le forze, tenersi per mano e cercare di portarli sulla retta via. Spesso non hanno punti di riferimento validi o sono abbandonati a loro stessi. Aiutarli a fargli scoprire una passione e stimolarli potrebbe offrirgli una via di fuga e una speranza.

Perché la gente dovrebbe guardare “La preside”?

Perché è attuale, coinvolgente, divertente e profonda. C’è Luisa Ranieri, ottimi attori e tanti ragazzi in gamba.

Un’altra tua passione è la danza. Cosa rappresenta per te e come pensi possa essere complementare alla tua carriera da attrice?

Credo che il mondo dell’arte debba portare un artista a essere completo. È sempre meglio saper cantare, ballare, recitare e fare un po’ di tutto. Ho studiato danza per quindici anni e mi ha sempre aiutato e insegnato la disciplina e la puntualità.

Sei molto seguita sui social. Credi sia un vantaggio o uno svantaggio nel mondo della recitazione?

Credo sia un’arma a doppio taglio. Non penso sia qualcosa che mi definisca, ma credo che l’affetto della gente sia importante e, adesso che le persone vedranno la serie, spero di avere un riscontro positivo.

Guardando al futuro, come ti piacerebbe metterti alla prova dal punto di vista artistico?

Mi piacerebbe fare un musical e sarebbe una bella sfida per me.

Se fossi una giornalista che domanda faresti a Brunella?

Le chiederei: “Quali sono i buoni propositi per il nuovo anno?” e risponderei: “Vorrei provare a pensare maggiormente a me stessa”.

Questo portale si intitola “La voce dello schermo”. Cosa significa per te ascoltare la voce dello schermo?

Significa immedesimarmi nelle persone che ascolto, entrare in empatia con loro e capire ciò che provano.

 

Di Francesco Sciortino

By lavocedelloschermo

Francesco Sciortino, giornalista pubblicista dal 2014, appassionato di serie tv, cinema e doppiaggio. In passato cofondatore della testata online “Ed è subito serial”.

You Missed

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi