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Dom. Feb 8th, 2026

Intervista a Ludovica Nasti: “’La preside’ è un elogio alla speranza. La scuola e i sogni possono salvare delle vite” L’attrice si racconta su “La voce dello schermo” parlando di cosa ha rappresentato per lei interpretare Lucia e dell’importanza di prodotti come “La preside”.

Gen 26, 2026

La preside” sta appassionando il pubblico di Rai Uno puntata dopo puntata. La serie – diretta da Luca Miniero, prodotta da Bibi Film Tv, Zocotoco e Rai Fiction e con protagonista Luisa Ranieri – racconta la storia di una preside a cui viene affidato il proibitivo compito di salvare dal degrado l’Istituto Ortese di Caivano e di dare una speranza e un futuro migliore ai suoi studenti.
Abbiamo intervistato, su “La voce dello schermo”, uno dei pilastri della serie: Ludovica Nasti, attrice che abbiamo ammirato da giovanissima in prodotti come “L’amica geniale”, in “Mondocane” e di recente ne “La storia del Frank e della Nina” e che sta mostrando una grande crescita ed evoluzione artistica attraverso le proprie interpretazioni. Ludovica si è raccontata parlando di cosa ha significato per lei interpretare un personaggio positivo come Lucia ne “La preside” e recitare accanto a Luisa Ranieri. Inoltre, l’attrice ha spiegato quanto sia importante realizzare prodotti del genere e che la scuola riesca a regalare ai ragazzi dei sogni e un futuro. Oltre a soffermarsi sulla serie in onda su Rai Uno, Ludovica ci ha confidato altre curiosità che la riguardano…

“La preside” sta conquistando il pubblico di Rai Uno. Cosa hai amato di questa esperienza?

Oltre ad aver vissuto a pieno questo set e ad avere avuto la possibilità di recitare con Luisa Ranieri, ho amato la storia di questa fiction. È un racconto di speranza e di resilienza e mette in mostra la forza della comunità scolastica nel cambiare le sorti e il futuro di un territorio molto difficile. È bello vedere una donna che non si arrende di fronte alla paura, alla discriminazione e all’indifferenza e che sceglie di combattere seguendo la scuola come via della legalità e per un futuro migliore. È importante credere nei propri ragazzi, nella scuola e nelle istituzioni.

Perché, secondo te, i ragazzi a volte non credono nella scuola?

Non saprei. Credo che, con gli anni, si sia persa l’idea che la scuola possa essere un mezzo fantastico per andare incontro al futuro e più preparati. A volte i ragazzi non vanno incontro a delle presidi come Eugenia Liguori e a volte delle presidi non vanno incontro a dei ragazzi, come fa Eugenia nella serie. Credo che “La preside” possa far capire ai ragazzi quanto la cultura sia importante non soltanto come fonte di sapere, ma soprattutto di emozioni.

Interpreti Lucia, una studentessa modello all’interno di un contesto difficile. Cosa ti ha regalato questo personaggio?

Lucia segue e sostiene la preside sin dall’inizio. È la più vicina nel comprendere la missione di Eugenia e la sostiene. È determinata e sa cosa vuol dire andare a scuola ed essere preparati. Per me questo personaggio ha significato tantissimo perché rappresenta una speranza e un aiuto per i suoi amici. Si batte per dare una mano agli altri e per permettere loro di avere un futuro giusto. Riconosce che la speranza negli ambienti più difficili può esistere e che non importa da dove tu provenga, ciò che conta è la voglia di costruire il proprio futuro. Mi ha insegnato tanto.

In ambienti difficili spesso è facile farsi trascinare. Lucia è un personaggio positivo. Come pensi si faccia a seguire la retta via in casi come questi?

Per non farsi trascinare è importante parlarne. Ad esempio, se si riesce a parlare con un insegnante e si ha la voglia di voler fare qualcosa si riesce a uscire da certe situazioni. È importante circondarsi di persone che vogliono crescere e fare qualcosa di produttivo. All’interno della serie trattiamo temi universali come educazione, legalità, riscatto, ma anche solitudine, fallimento e seconde possibilità. Cerchiamo di fare capire che se fallisce la prima possibilità si può sempre avere una seconda occasione e sfruttarla a proprio favore per riuscire a raggiungere i propri obiettivi.

Perché prodotti come “La preside” sono necessari?

Perché questa serie racconta una storia necessaria e che si rivolge a tutti, non soltanto al mondo della scuola. Non vede Napoli come un luogo perduto, ma soprattutto come un territorio di energie, di creatività e di resistenza. Inoltre, ci ricorda che ogni cambiamento inizia da un gesto di fiducia di una preside, di un’insegnante o di un ragazzo che sceglie di restare in classe. È un elogio alla speranza.

Spesso nelle serie viene raccontata la parte di Napoli legata alla criminalità. Da Napoletana, cosa pensi a riguardo?

Credo siano scelte che una persona fa e contesti in cui si sceglie di vivere. È bello che serie tv come “La preside” facciano capire che anche da contesti del genere provengano tanti ragazzi con delle belle idee.

La serie parla di come la scuola possa salvare una vita. Come pensi possa farlo?

Attraverso lo studio, l’amicizia, i rapporti che si creano durante tutto il periodo scolastico. Anche una gita può salvare una vita, perché può dare la felicità di scoprire cose nuove. Tanti personaggi all’interno della serie sognano il proprio futuro, magari lavorando in un ristorante o su una nave da crociera. Quel sogno può salvare una vita.

Quali sono, secondo te, gli esempi da seguire nella vita?

Possono essere gli insegnanti che ogni giorno si impegnano e hanno la costanza di andare in classe e cercare di portare dei ragazzi verso la lezione. Spesso gli alunni sono distratti o disinteressati. Ammiro gli insegnanti che riescono a far uscire ai propri studenti la voglia di seguire un discorso interessante e di imparare cose nuove.

Chi sono stati degli esempi artistici per te?

Durante questa esperienza, Luisa Ranieri è stato un esempio fantastico, sia a artistico sia umano. Mi ha colpito tanto il suo mettersi nei panni del personaggio, di studiarlo e di farlo completamente suo. Per un’attrice non c’è niente di più bello che vedere un’artista così grande ai tuoi occhi riuscire a interpretare un personaggio in modo magistrale e a trasmettere gli stessi valori e le stesse emozioni di quel personaggio. Abbiamo avuto l’opportunità di conoscere la vera Eugenia Carfora e vedere Luisa che ricreava le stesse movenze e lo stesso modo di parlare, per me che amo questo lavoro, è stato molto gratificante. Oltre che Luisa, un altro esempio importante per me è Barbara Ronchi, che ammiro sotto tanti punti di vista.

Sei cresciuta tra un set e un altro. Secondo te, la crescita artistica coincide con quella umana?

Potrebbe. Tuttavia, credo sia importante essere sempre sé stessi. Cerco di essere Ludovica, godendomi sia la mia vita quotidiana sia quella sul set. Mi impegno con costanza e dedizione ma cerco anche quel divertimento che mi faccia ricordare che anche quando sto girando sono sempre me stessa, a prescindere dal ruolo che interpreto.

I personaggi che interpreti stanno per mettere da parte l’adolescenza e si apprestano a diventare adulti, come abbiamo visto anche ne “La storia del Frank e della Nina”. Come ti piacerebbe crescere ed evolverti ancora artisticamente?

Sono pronta a scoprire altri personaggi e di cimentarmi all’interno di qualsiasi genere. Le sfide mi mettono una grande energia. Mi piacerebbe interpretare una donna più adulta, matura e vissuta e mi sento pronta a farlo. Inoltre, vorrei mettermi alla prova all’interno di un film d’azione o di fantascienza. Se la storia è bella e c’è la possibilità di creare un bel personaggio è sempre una sfida entusiasmante.

Quando un’attrice si sente cresciuta artisticamente?

Forse mai. C’è un momento in cui si riesce ad avere la consapevolezza di andare verso la direzione giusta, ma per migliorare è necessario non sentirsi mai del tutto cresciuti artisticamente e rendersi conto che c’è sempre qualcosa da imparare a da conoscere. È importante che ogni personaggio continui a insegnarti qualcosa e a darti un’emozione.

Di Francesco Sciortino

By lavocedelloschermo

Francesco Sciortino, giornalista pubblicista dal 2014, appassionato di serie tv, cinema e doppiaggio. In passato cofondatore della testata online “Ed è subito serial”.

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